Italia: borghesia e popolo uniti dall’ignoranza
Furiose polemiche sui social network a proposito del modesto articolo di Michele Serra dell’altra settimana sul bullismo a scuola, in cui si almanaccava sui figli dell’alta borghesia che fanno il...
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Furiose polemiche sui social network a proposito del modesto articolo di Michele Serra dell’altra settimana sul bullismo a scuola, in cui si almanaccava sui figli dell’alta borghesia che fanno il liceo e su quelli del “popolo” che, invece, studiano negli istituti tecnici: con ricadute sull’educazione e sul comportamento sociale. Serra era convinto di aver scritto un articolo molto di “sinistra”.
La maggior parte degli internauti l’ha crocefisso come razzista. Quisquilie e pinzellacchere, mi verrebbe da dire. C’è solo un problema nel discorso di Serra. Ed è il concetto di popolo. Che non ha più nessuna plausibilità concettuale. Prendete il potente Berlusconi, il massimo rappresentante della cosiddetta “alta borghesia”: la sua cultura non è per niente migliore, più raffinata, di quella d’un laureato del tiburtino terzo, figlio di genitori semianalfabetizzati.
Anzi: spesso è peggiore. Che voglio dire? Che Berlusconi, sociologicamente, non è rappresentativo di niente, tanto meno d’una borghesia “altra” dal fantomatico popolo: come Salvini, Di Maio, Renzi, i quali, come lui, galleggiano nella mediocrità intellettuale. Che, individualmente, è solo se stesso, meno colto di almeno la metà della popolazione italiana. Di cosa stiamo parlando allora?
La maggior parte degli internauti l’ha crocefisso come razzista. Quisquilie e pinzellacchere, mi verrebbe da dire. C’è solo un problema nel discorso di Serra. Ed è il concetto di popolo. Che non ha più nessuna plausibilità concettuale. Prendete il potente Berlusconi, il massimo rappresentante della cosiddetta “alta borghesia”: la sua cultura non è per niente migliore, più raffinata, di quella d’un laureato del tiburtino terzo, figlio di genitori semianalfabetizzati.
Anzi: spesso è peggiore. Che voglio dire? Che Berlusconi, sociologicamente, non è rappresentativo di niente, tanto meno d’una borghesia “altra” dal fantomatico popolo: come Salvini, Di Maio, Renzi, i quali, come lui, galleggiano nella mediocrità intellettuale. Che, individualmente, è solo se stesso, meno colto di almeno la metà della popolazione italiana. Di cosa stiamo parlando allora?
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