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“Zi vidimmu a la Torrese” al Civico

“Zi vidimmu a la Torrese” al Civico

Venerdì e sabato alle 21 le repliche della commedia presentata al Teatro Verdi

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SASSARI. Dopo il grande successo della “prima” che venerdì scorso ha portato al Teatro Verdi oltre seicento spettatori, la commedia “Zi vidimmu a la Torrese” interpretata dalla Compagnia Teatro Sassari ritorna per una doppia replica venerdì e sabato, questa volta sul palco di Palazzo di Città con inizio alle 21.

La commedia, scritta dall’autore teatrale Cosimo Filigheddu e dal giornalista Roberto Sanna, è stata realizzata in coproduzione con la Fondazione s.e.f. Torres 1903 che l’ha inserita nel calendario delle celebrazioni dei 115 anni della Torres, che è stata fondata ufficialmente nell’aprile del 1903. Sarebbe errato però pensare a un’opera dedicata alla parte sportiva della società rossoblù: il vero protagonista è lo stretto intreccio che c’è fra la Torres e la città di Sassari, compreso un destino che in qualche modo le accomuna. La Torres, ha vissuto anni importanti e momenti bui, è fallita tante volte e sempre è riuscita a rialzarsi. E tutti suoi momenti felici e tristi hanno sempre coinciso con eguali momenti di Sassari in un parallelismo romantico e affascinante. “Zi vidimmu a la Torrese” è così il tentativo di identificare con un luogo, fisico e simbolico, il carattere di un’intera città, che è “cionfraiola”, sì, ma onesta e ha voglia di costruire, anche se non sempre ci riesce.

La storia è ambientata nel 1997: la squadra cittadina, messa all'asta e precipitata tra i dilettanti, ritrova a sorpresa la speranza grazie all'imprenditore sassarese Fabio Moro. È lui, una volta diventato presidente e proprietario della Torres, a scovare in Argentina un altro sassarese doc: Daniele Bertone. Sotto la guida di Bertone, i rossoblù passano in tre anni dalla serie C alla serie A e si ritrovano a disputare l'ultima partita, che può valere lo scudetto, contro la Juventus. C'è solo un problema: in caso di vittoria, dovranno disputare la Champions League, ma il “Vanni Sanna” è inadeguato. Entrano in scena a questo punto politici e faccendieri, antagonisti senza scrupoli di Moro, che è invece un imprenditore geniale ma anche un uomo profondamente onesto e pochi minuti prima del fischio d’inizio dovrà fare una scelta cruciale.

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