narrativa
Corsa a cinque per il Campiello Ieri la giuria ha scelto i finalisti
PADOVA. Sono servite quattro votazioni della giuria dei letterati, presieduta da Carlo Nordio, per scegliere la cinquina finalista della 56esima edizione del premio Campiello, ieri all’Università di...
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PADOVA. Sono servite quattro votazioni della giuria dei letterati, presieduta da Carlo Nordio, per scegliere la cinquina finalista della 56esima edizione del premio Campiello, ieri all’Università di Padova. I nomi sono: Helena Janeczek, con «La ragazza con la Leica» (Guanda), con 9 voti; Ermanno Cavazzoni, con «La galassia dei dementi» (La Nave di Teseo), 6 voti; Davide Orecchio con «Mio padre la rivoluzione» (Minimum Fax), 6 voti; Francesco Targhetta, con «Le vite potenziali» (Mondadori), 6 voti e Rosella Postorino con «Le assaggiatrici» (Feltrinelli), 6 voti. I cinque finalisti sono stati scelti tra le sessantacinque opere segnalate al premio. Il Campiello Opera prima, attribuito ad un autore all’esordio, è stato assegnato a Valerio Valentini per «Gli 80 di Campo-Rammaglia» (Laterza). I finalisti usciti dalla prima votazione del Premio Campiello sono stati Janeczek, Cavazzoni e Orecchio. Alla seconda votazione è stato scelto Targhetta. Poi una terza votazione è andata a vuoto, e alla quarta, con ballottaggio, è uscito il nome del quinto finalista, la Postorino.
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