La Nuova Sardegna

Vecchioni e Istentales, una notte magica

di Dario Budroni
Vecchioni e Istentales, una notte magica

La Maddalena: migliaia di persone per l’edizione di “Voci di Maggio” dedicata a Garibaldi, stasera chiusura coi Nomadi 

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INVIATO ALLA MADDALENA. Vincono a mani basse. Ci vuole poco a conquistare un pubblico che è già tuo. Roberto Vecchioni e gli Istentales si affacciano dal palco e diventano i padroni della Maddalena. Gigi Sanna entra in pieno nell’atmosfera isolana e si traveste da Garibaldi: coppola in testa, camicia rossa e gilet nero, senza dover ricorrere alla barba finta. Roberto Vecchioni, che arriva oltre un’ora più tardi, stavolta si presenta con un semplice felpino scuro, mentre alcuni anni fa si era travestito da isshadores. L’edizione numero 18 di “Voci di maggio”, per la prima volta alla Maddalena e per questo dedicata a Garibaldi, è un successone. Davanti al palco ci sono migliaia di persone. Tanti turisti e tantissima gente arrivata da ogni angolo della Sardegna. Questa sera, ultimo giorno di festa, toccherà sempre agli Istentales. Ma al posto di Vecchioni, da un pezzo grande amico della band etno-rock che sa di Sardegna, ci saranno i Nomadi.

TUTTI INSIEME. Il concerto degli Istentales comincia dopo una comparsata sul palco della Iena Giulio Golia, che più tardi tornerà sul palco per cantare in napoletano e duettare con Giuliano Marongiu. La band che ha inventato “Voci di maggio” presenta alcuni dei suoi brani più famosi, insieme anche a Maria Luisa Congiu. Più tardi arriva il momento di cantare insieme a Roberto Vecchioni. Il mix tra i due generi è vincente. Sul palco anche la Funky jazz orchestra di Berchidda. Insieme interpretano alcune canzoni del cantautore lombardo, come “Voglio una donna” e “Stranamore”. E non poteva mancare “A mani nude”, il singolo degli Istentales scritto insieme allo stesso Vecchioni e dedicato alle popolazioni terremotate. Un brano che calza a pennello con questa edizione di “Voci di maggio”, visto che proprio durante il festival, alla Maddalena, sono arrivate direttamente da Cascia la statua e la reliquia di Santa Rita. Un ringraziamento della comunità umbra dopo il rito de sa paradura. Cioè quella maratona di solidarietà promossa un anno fa dallo stesso Gigi Sanna e che si era poi conclusa con la donazione di mille pecore ai pastori terremotati di Cascia da parte dei colleghi sardi.

VECCHIONI SUPERSTAR. A fine serata Roberto Vecchioni, quasi 75 anni, ha regalato al pubblico ammassato davanti al palco di piazza Comando un po’ delle sue canzoni finite dritte nelle pagine della storia musicale italiana. Come l’intramontabile “Samarcanda”, che ha scatenato la piazza davanti al mare, prima di spegnere riflettori e amplificatori.

UNA LUNGA FESTA. L’edizione 2018 di “Voci di Maggio” non è solo Roberto Vecchioni. Questa sera, per esempio, sul palco insieme agli Istentales saliranno i Nomadi. Prima di loro toccherà al gruppo folk di Cascia Solidumbra e a Stefano ed Elsa Cherchi, Haera, S’urtzu e su Pimpirimponi, Goose, Norax. Invece ieri, durante la serata presentata da Giuliano Marongiu, spazio anche a Tenore Untana vona, boes e merdules de Otzana, Varco zero, Giuseppe Masia, coro Amici del folklore, Tenore Santu Caralu, Soleandro, Funky jazz orchestra, Davide Guiso e Francesca Lai. Invece venerdì, in apertura, Saffronkeira e Enzo Favata, Kabaret maker, Giangi Cappai, Max Scanu, Lollino e Street Preacher. Una kermesse dalle mille sfumature sonore che, come sempre, si trasforma in una grande festa di popolo.



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