Volare sulle onde nel regno di Eolo
La Sardegna si conferma il paradiso del surf in tutte le sue declinazioni
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Il popolo del surf è gitano per natura, ma se dovesse stabilire un domicilio la Sardegna avrebbe tutte le caratteristiche della terra promessa. Magari verrebbe ribattezzata Sardifornia, una California del Mediterraneo. Perché se è vero che negli States dove si iniziato oltre mezzo secolo fa a cavalcare le onde per sport e divertimento con la colonna sonora dei Beach boys anche qui da noi – magari con musiche diverse – la magia c’è tutta. Ma a parte le suggestioni la nostra Isola da diversi lustri recita un ruolo da protagonista assoluto negli sport da tavola: surf, windsurf e il kite surf.
Il perché è presto detto nessun posto come la Sardegna possiede le stesse condizioni per quanto riguarda la qualità del mare, tra l’altro cristallino, la potenza delle onde, e la diversità dei venti. Il mix perfetto che qualsiasi surfista cerca, se poi si riuscisse a migliorare anche nei servizi allora il paradiso sarebbe ancora più confortevole. Grazie alla sua conformazione geografica è costantemente battuta dai venti di scirocco e maestrale, ma non solo qui entrano tutti i venti. Siamo nel regno di Eolo, basta girare, macinare chilometri con il furgone e l’attrezzatura e da qualche parte ci sono sempre i nodi giusti per cavalcare l’onda. I surfisti lo sanno e si organizzano praticamente tutto l’anno. Dalla primavera all’autunno, ma i più audaci sono in azione anche durante l’inverno. Basta indossare una bella muta protettiva e il freddo si contrasta bene.
Comunque da qualsiasi punto geografica la si percorre la Sardegna ha decine e decine di località, che offrono gli spot perfetti per una bella navigazione col vento in poppa. Le scuole surf con istruttori preparati si trovano ormai ovunque e dopo un piccolo periodo di crisi le iscrizioni soprattutto nei periodi estivi vanno più che bene.
Abbiamo sintetizzato le prime dieci località nell’Isola preferite dai surfisti non solo sardi ma della penisola e di tutta Europa, che puntualmente arrivano per godersi come minimo una “settimana blu”.
Si può partire da La Pelosa a Stintino a nord est, per poi proseguire a La Ciaccia a Castelsardo, Porto Pollo a Palau, La Cinta a San Teodoro, La Caletta, Villasimius, Chia, Sa Barra a Sant’Antioco, Funtana Meiga a Cabras e Capo Mannu sempre nell’Oristanese. Il windsurf e gli sport da tavola sono una full immersion nella natura, il mare regala adrenalina e serotonina, una sensazione di benessere che diventa oltre che necessaria anche positivamente contagiosa. Il mare con i suoi spazi è una condizione fisica ma rappresenta anche uno stato d’animo e allora non sono pochi quelli che si sono lasciati la città alle spalle per ricominciare con sole e mistral. Stefano Lorioli, 42 anni, milanese, è uno di questi. A vent’anni conclusa la scuola dell’obbligo si è tuffato in Sardegna, nel nord dell’Isola, che non ha più lasciato.
Oggi lavora come istruttore a Coluccia, Porto Liscia, una parte della spiaggia di Porto Pollo. «Vivere qua mi consente di entrare in acqua tutto l’anno. Siamo nel centro del Mediterraneo, abbiamo le condizioni ideali e i venti da tutti i quadranti, basta spostarsi verso l’onda giusta e il gioco è fatto», spiega durante una pausa lavoro dalla spiaggia l’istruttore sardo-milanese, con due campionati italiani vinti e ancora tra i top 5 in Italia nella disciplina del frestyle. Dalla Gallura all’oristanese lo scenario cambia decisamente ma il fascino rimane immutato. Qui il forte maestrale, regala onde alte fino a 4 metri almeno tre giorni a settimana. Il fondo è di roccia, quindi quando il vento soffia al massimo è uno spot riservato ai rider davvero esperti. Un’autorità da queste parti è Matteo Spanu, sportivo navigato nella disciplina e oggi gestore di una scuola surf a Torregrande. «Le nostre zone sono uno dei riferimenti a livello europeo, a Mini capo e Capo Mannu le condizioni delle correnti e del vento sono paragonate a quelle hawaiane per la potenza dell’onda. «Ho 42 anni ma faccio windsurf da quando ne avevo 20. Allora mio padre mi obbligò a seguire un corso, poi lavoravo per pagarmi l’attrezzatura. Ora anche mio figlio Niccolò lo pratica ad alti livelli, proprio in questi giorni è sul lago di Garda per i campionati mondiali».
Ancora più a sud ma sempre sulla cresta dell’onda è ormai da tempo un riferimento preciso il windurfing club Sa Barra di Gigi Madeddu a Sant’Antioco, isola nell’isola. «E’ un bellissimo sport, se poi lo impari da giovane sei agevolato», spiega Madeddu. «Oggi tutti stiamo cercando di destagionalizzare e di puntare sul turismo attivo. Piace molto anche la variante del kite surf (un aquilone che traina la tavola) e ora anche l’attrezzatura non è più pesante come un tempo».
Il perché è presto detto nessun posto come la Sardegna possiede le stesse condizioni per quanto riguarda la qualità del mare, tra l’altro cristallino, la potenza delle onde, e la diversità dei venti. Il mix perfetto che qualsiasi surfista cerca, se poi si riuscisse a migliorare anche nei servizi allora il paradiso sarebbe ancora più confortevole. Grazie alla sua conformazione geografica è costantemente battuta dai venti di scirocco e maestrale, ma non solo qui entrano tutti i venti. Siamo nel regno di Eolo, basta girare, macinare chilometri con il furgone e l’attrezzatura e da qualche parte ci sono sempre i nodi giusti per cavalcare l’onda. I surfisti lo sanno e si organizzano praticamente tutto l’anno. Dalla primavera all’autunno, ma i più audaci sono in azione anche durante l’inverno. Basta indossare una bella muta protettiva e il freddo si contrasta bene.
Comunque da qualsiasi punto geografica la si percorre la Sardegna ha decine e decine di località, che offrono gli spot perfetti per una bella navigazione col vento in poppa. Le scuole surf con istruttori preparati si trovano ormai ovunque e dopo un piccolo periodo di crisi le iscrizioni soprattutto nei periodi estivi vanno più che bene.
Abbiamo sintetizzato le prime dieci località nell’Isola preferite dai surfisti non solo sardi ma della penisola e di tutta Europa, che puntualmente arrivano per godersi come minimo una “settimana blu”.
Si può partire da La Pelosa a Stintino a nord est, per poi proseguire a La Ciaccia a Castelsardo, Porto Pollo a Palau, La Cinta a San Teodoro, La Caletta, Villasimius, Chia, Sa Barra a Sant’Antioco, Funtana Meiga a Cabras e Capo Mannu sempre nell’Oristanese. Il windsurf e gli sport da tavola sono una full immersion nella natura, il mare regala adrenalina e serotonina, una sensazione di benessere che diventa oltre che necessaria anche positivamente contagiosa. Il mare con i suoi spazi è una condizione fisica ma rappresenta anche uno stato d’animo e allora non sono pochi quelli che si sono lasciati la città alle spalle per ricominciare con sole e mistral. Stefano Lorioli, 42 anni, milanese, è uno di questi. A vent’anni conclusa la scuola dell’obbligo si è tuffato in Sardegna, nel nord dell’Isola, che non ha più lasciato.
Oggi lavora come istruttore a Coluccia, Porto Liscia, una parte della spiaggia di Porto Pollo. «Vivere qua mi consente di entrare in acqua tutto l’anno. Siamo nel centro del Mediterraneo, abbiamo le condizioni ideali e i venti da tutti i quadranti, basta spostarsi verso l’onda giusta e il gioco è fatto», spiega durante una pausa lavoro dalla spiaggia l’istruttore sardo-milanese, con due campionati italiani vinti e ancora tra i top 5 in Italia nella disciplina del frestyle. Dalla Gallura all’oristanese lo scenario cambia decisamente ma il fascino rimane immutato. Qui il forte maestrale, regala onde alte fino a 4 metri almeno tre giorni a settimana. Il fondo è di roccia, quindi quando il vento soffia al massimo è uno spot riservato ai rider davvero esperti. Un’autorità da queste parti è Matteo Spanu, sportivo navigato nella disciplina e oggi gestore di una scuola surf a Torregrande. «Le nostre zone sono uno dei riferimenti a livello europeo, a Mini capo e Capo Mannu le condizioni delle correnti e del vento sono paragonate a quelle hawaiane per la potenza dell’onda. «Ho 42 anni ma faccio windsurf da quando ne avevo 20. Allora mio padre mi obbligò a seguire un corso, poi lavoravo per pagarmi l’attrezzatura. Ora anche mio figlio Niccolò lo pratica ad alti livelli, proprio in questi giorni è sul lago di Garda per i campionati mondiali».
Ancora più a sud ma sempre sulla cresta dell’onda è ormai da tempo un riferimento preciso il windurfing club Sa Barra di Gigi Madeddu a Sant’Antioco, isola nell’isola. «E’ un bellissimo sport, se poi lo impari da giovane sei agevolato», spiega Madeddu. «Oggi tutti stiamo cercando di destagionalizzare e di puntare sul turismo attivo. Piace molto anche la variante del kite surf (un aquilone che traina la tavola) e ora anche l’attrezzatura non è più pesante come un tempo».
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