A “Lo Quarter del Llibre” omaggio a Brigaglia
Presentato ad Alghero nel week-end organizzato dall’Aes il volume “Tutti i libri che ho fatto”
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ALGHERO. Tra le tante iniziative di promozione dell’editoria libraria sarda messe in campo dall’Associazione degli editori sardi nel weekend, con “Lo Quarter del Llibre” ad Alghero, l’omaggio alla figura di Manlio Brigaglia è stato uno degli appuntamenti senza dubbio più commoventi e partecipati. Un omaggio contraddistinto dalla presentazione del volume “Manlio Brigaglia. Tutti i libri che ho fatto”, fresco di stampa per i tipi di Mediando, in cui emerge l’immagine dello storico, quella del giornalista e del docente, ma soprattutto, quella di un “facitore di libri” innamorato del suo lavoro.
Il testo descrive sapientemente, attraverso le interviste realizzate da Salvatore Tola e Sandro Ruiu, il dietro le quinte della vita di un personaggio estremamente colto da un lato e altrettanto popolare dall’altro, un uomo dotato di grande verve ironica, frequentatore assiduo e amico dei tipografi. Un intellettuale che “sognava” di fare l’editore, e per questo si sentiva particolarmente legato all’Aes.Il libro è stato presentato sul palco dello Quarter dal coautore Salvatore Tola, accompagnato dal giornalista della Nuova Sardegna Costantino Cossu e dal sindaco di Alghero, Mario Bruno. Ma cosa si può raccontare di Brigaglia che tutti già non sappiano? «Innanzitutto il lavoro dietro le quinte – ha affermato Salvatore Tola –. Era talmente abituato a scrivere degli altri, che in noi è nata l’idea dell’intervista per indurlo a parlare di se stesso». Nella prima parte del libro emerge l’intensa attività giornalistica, attraverso la quale affiora anche la storia di una Sardegna in trasformazione, a partire dal secondo dopoguerra fino ai primi anni del nuovo millennio. Aspetti legati anche al rapporto con i “Giovani turchi” che, come ha ricordato Mario Bruno, il “professore” aveva accompagnato culturalmente «con uno spessore che oggi purtroppo manca». Cossu ha ricordato il profondo rispetto che aveva per gli studenti e la forte ispirazione cristiana, che coincideva con l’amore per gli altri.
Un appuntamento ricco che ha inaugurato una tre giorni di promozione dell’editoria libraria sarda davvero partecipata, tra incontri con gli autori, workshop e concerti. In parallelo si è conclusa la seconda edizione del progetto internazionale “Liber y Liber”, egualmente con la regia dell’Aes.
Il testo descrive sapientemente, attraverso le interviste realizzate da Salvatore Tola e Sandro Ruiu, il dietro le quinte della vita di un personaggio estremamente colto da un lato e altrettanto popolare dall’altro, un uomo dotato di grande verve ironica, frequentatore assiduo e amico dei tipografi. Un intellettuale che “sognava” di fare l’editore, e per questo si sentiva particolarmente legato all’Aes.Il libro è stato presentato sul palco dello Quarter dal coautore Salvatore Tola, accompagnato dal giornalista della Nuova Sardegna Costantino Cossu e dal sindaco di Alghero, Mario Bruno. Ma cosa si può raccontare di Brigaglia che tutti già non sappiano? «Innanzitutto il lavoro dietro le quinte – ha affermato Salvatore Tola –. Era talmente abituato a scrivere degli altri, che in noi è nata l’idea dell’intervista per indurlo a parlare di se stesso». Nella prima parte del libro emerge l’intensa attività giornalistica, attraverso la quale affiora anche la storia di una Sardegna in trasformazione, a partire dal secondo dopoguerra fino ai primi anni del nuovo millennio. Aspetti legati anche al rapporto con i “Giovani turchi” che, come ha ricordato Mario Bruno, il “professore” aveva accompagnato culturalmente «con uno spessore che oggi purtroppo manca». Cossu ha ricordato il profondo rispetto che aveva per gli studenti e la forte ispirazione cristiana, che coincideva con l’amore per gli altri.
Un appuntamento ricco che ha inaugurato una tre giorni di promozione dell’editoria libraria sarda davvero partecipata, tra incontri con gli autori, workshop e concerti. In parallelo si è conclusa la seconda edizione del progetto internazionale “Liber y Liber”, egualmente con la regia dell’Aes.
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