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Ermal Meta: «Il congiuntivo prima di tutto»

Capire «che gli altri sono solo il nostro specchio, che abbiamo in mano il futuro del nostro Paese, dipende da tutti noi, e soprattutto da voi che siete gli alberi giovani». Parola di Ermal Meta,...

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Capire «che gli altri sono solo il nostro specchio, che abbiamo in mano il futuro del nostro Paese, dipende da tutti noi, e soprattutto da voi che siete gli alberi giovani». Parola di Ermal Meta, protagonista di una seguitissima masterclass al Giffoni Film festival e stasera di un evento live. Il cantautore, che il prossimo 14 agosto sarà in concerto a Tharros, e vincitore dell’ultimo Sanremo insieme a Fabrizio Moro, nel rispondere ai giovani giurati ha mescolato riflessioni sulla sua lunga gavetta, i temi delle sue canzoni e il successo. Negli ultimi anni «ho assistito a un impoverimento del linguaggio all’interno della musica e delle canzoni. Ogni genere e stile può avere spazio, il vero problema è quando, a volte, si tenta di distruggere la grammatica italiana. Scrivi quello che vuoi ma fallo bene, perché più di un paio di occhi azzurri, quello che veramente piace tanto è l’uso corretto del congiuntivo». Meta, che da tre anni non si ferma, tra live, album, Sanremo e impegno come giudice ad Amici, è in pieno tour con l’ultimo disco, Non abbiamo armi: «Continuerò con i concerti almeno fino a fine anno, farmi frenare dalla stanchezza fisica sarebbe sabotarmi da solo e poi non posso fare a meno della musica dei live, lì non puoi bluffare».

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