La Nuova Sardegna

Pino e gli Anticorpi al cinema come se non ci fosse domani

di Roberto Sanna
Pino e gli Anticorpi al cinema come se non ci fosse domani

A fine settembre il primo ciak del nuovo progetto dei due comici sassaresi Un lavoro autoprodotto, realizzato nell’isola e affidato alla regia di Igor Biddau 

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Il “Bianco di Babbuddoiu” era talmente buono da meritare un secondo bicchiere: Michele e Stefano Manca, ovvero Pino e gli Anticorpi, diretti ancora una volta da Igor Biddau, sono pronti a battere il primo ciak del loro secondo film. Stavolta autoprodotto, con il logo della “Babbuddoiu Corporation” ben visibile e l’indispensabile supporto della Sardegna Film Commission. Le riprese cominceranno a fine settembre, andranno avanti per tre mesi e si svolgeranno in una serie di location individuate tra Sassari e il resto della Sardegna, con una puntatina anche a Firenze.

IL FILM. Il titolo è già definitivo, “Come se non ci fosse un domani”, e a differenza del primo film, questo sarà strutturato con una serie di episodi in apparenza slegati e in realtà uniti da un filo comune: «I protagonisti saranno personaggi completamente diversi tra loro – svelano i due comici sassaresi –che si ritrovano, per una serie di circostanze, a vivere un’esistenza che deve cambiare radicalmente, con i vecchi valori ormai non più validi e una nuova vita a cui dare senso. Ovviamente saranno personaggi di un certo tipo, che quasi mai riescono a risolvere i problemi. E così si ride per quello che combinano». «La struttura a episodi si rifà a grandi classici della commedia all’italiana – aggiungono – come “Sesso matto” e “Made in Italy”. Quando abbiamo deciso di fare un altro film, ci siamo resi conto di avere in mente una decina di potenziali soggetti: è finita che li abbiamo sviluppati tutti utilizzando questa formula. Formula che, come dicono i russi, ti permette di vedere dieci film con un solo biglietto e in più se arrivi in ritardo in sala non hai il problema di capire che cosa è successo prima».

MADE IN SARDINIA. L’esperienza di “Bianco di Babbuddoiu” è servita «per capire i meccanismi di produzione e distribuzione, soprattutto all’estero, a questo punto preferiamo investire e gestire in prima persona il prodotto. Il produttore esecutivo sarà Paolo Spina, uno che recentemente ha lavorato con Wim Wenders, gli scenografi saranno sardi così come la maggior parte degli attori, anche se ancora ci riserviamo la possibilità di avere alcuni ospiti esterni importanti. Dobbiamo anche dire che se questo progetto è andato avanti è perché abbiamo avuto il sostegno delle istituzioni, della Sardegna Film Commission e di altri partner quali Sardex, in più la Firenze produzioni cinematografiche ha creduto in noi e ha deciso incautamente di spendere soldi in questo progetto».

PERCHÉ RIPROVARCI. «Questo è un film che è apparso da solo e quando è così devi dargli ascolto, diciamo che siamo... al terzo mese di gestazione anche se ci rendiamo conto che forse il mondo non sentiva l’esigenza di un nostro secondo film. Fare cinema però ci è piaciuto, anche se magari al cinema non è piaciuto che noi ci mettessimo a fare film... Battute a parte, è una dimensione che ci piace molto, è una situazione nella quale puoi mettere in campo altre storie rispetto al teatro e alle piazze, che comunque non abbiamo abbandonato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Commercio

Bufera nell’ex Carrefour – gruppo Gs, il presidente attacca i dipendenti: «Il cattivo andamento è anche colpa loro»

Le nostre iniziative