IL LIBRAIO
Aldo Addis: «Il nostro mercato premia sempre i lavori ben fatti»
SASSARI. «Non è una questione di formule commerciali o affiliazioni: i libri fatti bene, che parlano di Sardegna e vanno incontro ai gusti dei lettori, vendono tanto. E i bravi librai sanno come...
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SASSARI. «Non è una questione di formule commerciali o affiliazioni: i libri fatti bene, che parlano di Sardegna e vanno incontro ai gusti dei lettori, vendono tanto. E i bravi librai sanno come valorizzarli, anche perché la voce “Sardegna” nel fatturato è una delle più importanti».
Aldo Addis, titolare della storica libreria Koinè di Sassari, spiega così il suo punto di vista: «Le novità si vendono perché molti editori, finalmente, producono libri pensati per il pubblico locale – aggiunge – . In precedenza sono stati prodotti troppi libri con poca attenzione al mercato della libreria. E ora noi stiamo più attenti nelle rotazioni, non teniamo più opere ferme da anni aspettando che qualcuno ogni tanto li tiri fuori dallo scaffale. I libri fatti bene, e in questo il professor Manlio Brigaglia era un maestro, si vendono senza problemi. Faccio l’esempio anche di tanti bravi fotografi che fanno opere molto belle. I libri che raccontano la Sardegna o storie ambientate in Sardegna, scritti da autori sardi, hanno un mercato locale che da nessun’altra parte in Italia si può riscontrare. E se le case editrici nazionali mettono sotto contratto tanti giovani scrittori sardi, non è solo perché sperano di trovare i nuovi Fois e Niffoi o la nuova Murgia: è perché sanno di poter contare su un mercato locale importante e che un libro bello con matrice sarda viene sicuramente premiato».(r.s.)
Aldo Addis, titolare della storica libreria Koinè di Sassari, spiega così il suo punto di vista: «Le novità si vendono perché molti editori, finalmente, producono libri pensati per il pubblico locale – aggiunge – . In precedenza sono stati prodotti troppi libri con poca attenzione al mercato della libreria. E ora noi stiamo più attenti nelle rotazioni, non teniamo più opere ferme da anni aspettando che qualcuno ogni tanto li tiri fuori dallo scaffale. I libri fatti bene, e in questo il professor Manlio Brigaglia era un maestro, si vendono senza problemi. Faccio l’esempio anche di tanti bravi fotografi che fanno opere molto belle. I libri che raccontano la Sardegna o storie ambientate in Sardegna, scritti da autori sardi, hanno un mercato locale che da nessun’altra parte in Italia si può riscontrare. E se le case editrici nazionali mettono sotto contratto tanti giovani scrittori sardi, non è solo perché sperano di trovare i nuovi Fois e Niffoi o la nuova Murgia: è perché sanno di poter contare su un mercato locale importante e che un libro bello con matrice sarda viene sicuramente premiato».(r.s.)
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