Il ritorno di Caparezza da “prigioniero”
Non pago del successo ottenuto nella sua precedente esibizione di sei mesi fa, Caparezza torna in Sardegna. Questa sera il rapper di Molfetta sarà nuovamente nel capoluogo isolano per una data della...
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Non pago del successo ottenuto nella sua precedente esibizione di sei mesi fa, Caparezza torna in Sardegna. Questa sera il rapper di Molfetta sarà nuovamente nel capoluogo isolano per una data della tranche estiva del “Prisoner 709 tour”. A partire dalle 21.30, Michele Salvemini, questo è il suo vero nome, calcherà la scena dell’arena Grandi Aventi allestita nella Fiera Internazionale della Sardegna e porterà uno spettacolo che, come sempre, si preannuncia al fulmicotone. Dal rap all’hard rock passando per il pop e i ritmi in levare, Caparezza è uno degli artisti fra i più eclettici attualmente in circolazione. Uno show in piena regola. Un live decisamente più ricco della tappa invernale su un palco più grande, e di conseguenza con l’intera scenografia ed effetti speciali degne di un film di Hollywood. Ogni suo concerto è una festa ma non fine a se stessa. I testi sono uno dei punti di forza dell’autore del celeberrimo brano “Sono fuori dal tunnel”. Mai frivoli bensì densi di significato e argomenti che vanno dall’impegno sociale a una chiara presa di posizione politica non catalogabile. E infatti è impossibile annoverarlo e collegarlo a un movimento politico preciso. Antidivo per eccellenza, Caparezza, in ogni suo disco descrive perfettamente, da un punto di vista decisamente critico, la società che lo circonda, con un’analisi disarmante che ritrova le sue veridicità anche a distanza di anni. Caparezza è spesso contro, un’arma a doppio taglio che utilizza, in alcuni casi, melodie orecchiabili, ritornelli facili da memorizzare, ma con un significato ben preciso che spesso si ritorce contro chi non ha l’accortezza di ascoltare con attenzione le liriche. Successe con la suddetta canzone “Fuori dal tunnel (del divertimento)” che finì per diventare un tormentone, parte del divertimento stereotipato, a cui il brano era dedicato, tanto da volerlo eliminare dalla scaletta dei suoi concerti per diversi anni. Successe ancora con “Mica Van Gogh”, “La mia parte intollerante”. Certamente non è un artista da prendere alla leggera. Nonostante i numeri non possano certo considerarlo un fenomeno di nicchia, al contrario. Colleziona “sold out” uno dietro l’altro, i suoi dischi scalano le classifiche e passano dall’oro al platino in poche settimane. I suoi testi impegnano profondamente chi li ascolta e in alcuni casi ci vogliono anni per recuperare le informazioni, le citazioni, le situazioni politiche e i riferimenti ai personaggi citati. Pesca a piene mani in secoli di cultura del genere umano, nei personaggi di fantasia, presi dai fumetti, storici in ogni campo (un intero disco, “Museica”, è stato dedicato alla storia dell’arte e fa, per l’intero album, da cicerone in una visita guidata ad un museo virtuale in cui si parla di Van Gogh, Modì, Giotto ed altri). Musicalmente prorompente, il divertimento è assicurato. Se lo spirito vola alto, la testa è sempre sulle spalle. Sarcasmo e similitudini per descrivere il mondo reale. Lingua e tagliente che colpisce a fondo, senza possibilità di fraintendimenti. Un concerto a cui tutti sono invitati purché lo si affronti con attenzione. Oggi Caparezza è a pieno diritto fra i big della musica italiana, resta con i piedi per terra e fedele alla sua canzone manifesto “Dualismi” in cui dichiara “Io sono Caparezza, vengo dalla monnezza”.
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