La Nuova Sardegna

Alla scoperta dei tesori d’arte del Banco

di Vincenzo Garofalo
Alla scoperta dei tesori d’arte del Banco

Sassari, successo di “Invito a Palazzo”. La mostra sulla pintadera in Sala Siglienti sarà prolungata per tutto ottobre

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SASSARI. Il benvenuto lo danno due bassorilievi di Eugenio Tavolara, “l’Agricoltura” e “Le fatiche di Ercole”. Ma sono solo un timido antipasto della bellezza, dell’arte e della storia che, con la manifestazione “Invito a Palazzo”, il Banco di Sardegna ha offerto ieri ai visitatori aprendo le porte dell’incantevole edificio di viale Umberto, sede della direzione generale. Un palazzo trasformato in scrigno di cultura con l’esposizione dell’immenso tesoro artistico del Banco e della mostra “Tra Preistoria e Novecento. Simboli di un'identità”, allestita nella sala Siglienti per raccontare al pubblico la storia della pintadera, utensile di terracotta usato già nel periodo nuragico come stampo per la decorazione dei pani cerimoniali, e dai primi anni Ottanta scelto proprio dal Banco come logo dell’istituto di credito.

Ed è proprio la mostra sull’antico utensile l’attrazione principale della giornata a Palazzo, con la preziosa collezione di pintadere nuragiche offerta ai visitatori dall'assessorato alla Cultura del Comune di Oristano e dall'Antiquarium Arborense. Pezzi unici provenienti dagli scavi archeologici della Sardegna comparati con le riproduzioni attuali dei modelli originali, tutti esposti nelle teche della sala Siglienti, Una mostra tanto importante e tanto apprezzata che è bastato un rapido scambio di opinioni fra il sindaco di Oristano, Andrea Lutzu, il direttore dell’Antiquarium, Raimondo Zucca, e il direttore del Banco di Sardegna, Giuseppe Cuccurese, per decidere di non chiudere l’esposizione dopo un solo giorno, ma di prolungarla per tutto ottobre. Ma non solo. «La nostra idea è creare una mostra itinerante per mettere a disposizione di tutta l’Isola questo enorme patrimonio culturale e storico della Sardegna», spiega Cuccurese. E anche la volontà di tenere aperta l’esposizione in sala Siglienti per tutto il mese va in questa direzione: «Questa giornata è stata organizzata in collaborazione con il Liceo Artistico “Figari” di Sassari, con i ragazzi che si sono preparati scrupolosamente e oggi sono nelle sale del palazzo per fare da Cicerone ai visitatori – continua il direttore del Banco –. E noi vogliamo che tutti gli studenti degli istituti, non solo di Sassari, abbiano l’opportunità di visitare questa mostra, e conoscere una parte di storia di Sardegna, molto affascinante». Ma l’invito a Palazzo non è limitato alla Sala Siglienti. Accanto all’esposizione archeologica è stata allestita un’altra mostra, con le creazioni degli studenti del Liceo, stimolati a rivisitare in chiave artistica moderna l’antica pintadera. E poi ci sono le tante opere d’arte, in parte della collezione del Liceo Figari, e in parte del patrimonio del Banco di Sardegna: capolavori di Costantino Nivola, Aligi Sassu, Gavino Tilocca, Mauro Manca e Giovanni Nonnis e altri maestri del calibro di Mario Sironi, Giuseppe Biasi, Héctor Nava, le cui opere sono esposte al primo e al secondo piano del palazzo, diventato per un giorno un vero museo.

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