La Nuova Sardegna

Bisaccia presidente dei direttori delle Accademie

di Paolo Curreli
Antonio Bisaccia
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Antonio Bisaccia

Il timoniere della Sironi eletto al vertice dell’Afam. Dal 2017 Ligios alla guida dei Conservatori

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SASSARI. Un importante traguardo per la città dell’arte e della creatività: Antonio Bisaccia, direttore dell’Accademia di Sassari, è stato eletto presidente della Conferenza nazionale dei direttori delle Accademie di belle arti e Accademia nazionale d’arte drammatica. Riconoscimento che si aggiunge a quello di Antonio Ligios – alla guida del conservatorio cittadino – che era stato eletto l’anno scorso presidente della Conferenza nazionale dei direttori dei Conservatori di musica.

«Non posso che essere felice per questa nomina che m’impegnerà in maniera determinante a livello nazionale – ha dichiarato Bisaccia che sostituisce alla testa dell’Afam Franco Marrocco, importante artista e direttore della prestigiosa Accademia di Brera –. L’idea è di lavorare con la Conferenza per produrre una visione di sistema da tradurre in proposte anche legislative che possano modificare la 508/99: legge che ormai non è più uno strumento valido per attualizzare il comparto dell’alta formazione artistica e musicale».

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Doppia soddisfazione perché per la prima volta nel settore nazionale dell’Afam i presidenti delle due conferenze Accademie di belle arti e Conservatori appartengono a due istituzioni sarde. «Questo ci permetterà di fare un lavoro in sinergia con il maestro Ligios per una maggiore incisività sul sistema – conferma il direttore della Sironi –. Il sistema Accademia, a fronte di una crescita esponenziale della sua capacità di attrazione, anche estera, è in parte mortificato dall’inadeguatezza di una riflessione strutturale che ha funzionato, fino ad ora, come un reiterato e netto taglio di potenzialità. Il sistema dell’alta formazione artistica e musicale, invece, deve contare e diventare snodo importante per la crescita non solo culturale ma anche economica. Mi piacerebbe poi portare il nostro modello di relazioni fattive con Comune, Provincia, Regione, Università (e aziende pubbliche e private) come modello virtuoso da replicare in campo nazionale. Il legame con i territori è una delle strategie vincenti».

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Le partite da affrontare sono davvero tante: «Certo a partire dal regolamento recante le procedure, i tempi e le modalità per la programmazione, il riequilibrio e lo sviluppo del sistema dell’alta formazione artistica musicale e coreutica, nonché per il reclutamento del personale docente e del personale amministrativo e tecnico». Gli obiettivi di Bisaccia: «Attivazione dei corsi di formazione (terzo livello). Soluzioni per i fondi per la ricerca, decontrattualizzazione dei docenti ed equiparazione con la docenza universitaria.

Una soluzione equa per i precari, nuovi concorsi per la progressione di carriera dei docenti e risorse per l’edilizia. Reintegrazione dei mancati introiti, come quelli da parte degli studenti esonerati per reddito – continua il direttore dell’Accademia –. Serve una norma che apra le porte alle storiche accademie pubbliche non statali. In questo modo avremo 24 accademie e la forza delle nostre istituzioni potrà avvalersi anche del loro contributo per lo sviluppo del sistema e per la razionalizzazione dei corsi sul territorio nazionale. Serve subito un tavolo ministeriale per uno studio serio sulla spendibilità dei titoli accademici nel settore dell’insegnamento e bisogna richiedere lo sblocco degli organici – conclude Bisaccia – per consentire alle istituzioni di organizzare l’offerta formativa facendo meno ricorso a forme contrattuali atipiche e ai tanti affidamenti interni non più sostenibili».

L’elezione di Antonio Bisaccia è stata accolta al conservatorio Canepa con soddisfazione: «Un riconoscimento prima di tutto alla qualità della persona – ha detto il direttore Ligios – ma certamente anche all’istituzione. L’Accademia e il Conservatorio cittadini sono istituzioni piccole, confrontate a quelle della Penisola, ma godono di una grande credibilità nazionale. La città dovrebbe sfruttare meglio queste qualità, si è spesso parlato del polo di alta formazione tra Università, Conservatorio e Accademia, ma tutto pare fermo, spero che questo riconoscimento faccia da ulteriore sprone».
 

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