IL RACCONTO DELLA deledda
I SAGRESTANI NUORESI IN GIRO CON IL CESTINO
Dell’usanza di “su mortu mortu” ha scritto anche il premio Nobel Grazia Deledda. Nel libro “Tradizioni popolari di Nuoro”, racconta che la sera di Tutti i Santi i sagrestani delle chiese di Nuoro si...
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Dell’usanza di “su mortu mortu” ha scritto anche il premio Nobel Grazia Deledda.
Nel libro “Tradizioni popolari di Nuoro”, racconta che la sera di Tutti i Santi i sagrestani delle chiese di Nuoro si armavano di campanello e
di cestino, e picchiavano quasi ad ogni porta, chiedendo “su mortu mortu”.
Gli venivano dati i papassinos, il pane, frutta secche, mandorle e noci. Il frutto di questa bizzarra raccolta i sagrestani se lo spartivano in santo amore, mentre compagnie di ragazze allegre e di bimbi imitavano il costume dei sagrestani e andavano per le case chiedendo
il mortu mortu. (g.c.)
Nel libro “Tradizioni popolari di Nuoro”, racconta che la sera di Tutti i Santi i sagrestani delle chiese di Nuoro si armavano di campanello e
di cestino, e picchiavano quasi ad ogni porta, chiedendo “su mortu mortu”.
Gli venivano dati i papassinos, il pane, frutta secche, mandorle e noci. Il frutto di questa bizzarra raccolta i sagrestani se lo spartivano in santo amore, mentre compagnie di ragazze allegre e di bimbi imitavano il costume dei sagrestani e andavano per le case chiedendo
il mortu mortu. (g.c.)
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