La Nuova Sardegna

“A chent’annos” vola in America

di Grazia Brundu
“A chent’annos” vola in America

Il film del regista Antonio Maciocco selezionato per il Los Angeles Cine Fest

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SASSARI. È in finale al Los Angeles Cine Fest e ha già un discreto palmarés di premi e menzioni speciali in Italia e in giro per il mondo. Tra i festival dove si è fatto apprezzare ci sono anche il London Worldwide Comedy Short Film, il Joy International Film Festival di Taiwan e l’ArTelesia Film Festival di Benevento. “A chent’annos”, cortometraggio del regista sassarese Antonio Maciocco, prodotto da 9muse con Associazione Babel e Società Umanitaria-Cineteca Sarda, continua ad incuriosire con la storia di zio Pietro, il protagonista del film, un quasi centenario che vive in un paesino della Sardegna. Un personaggio di fantasia, ma non troppo distante dai tanti arzilli vecchietti dalla straordinaria longevità che si possono incontrare tutti i giorni soprattutto nelle zone interne dell’isola.

Come racconta la sinossi del cortometraggio, «zio Pietro sta per compiere cento anni. La comunità è in fermento per l’evento, ma l’anziano è tutt’altro che felice. E’ solo: l’amata moglie Maria se n’è andata già da qualche anno, e lui non vede l’ora di raggiungerla e vorrebbe solo essere lasciato in pace. I parenti, però, per fargli una sorpresa hanno invitato la troupe di “Pomeriggio nel borgo”, programma televisivo condotto da Pierdamiano, personaggio invadente e ignorante. L’arrivo inaspettato della nipote Sara, tornata in Sardegna per festeggiare il compleanno del nonno, regalerà ancora una volta al vecchio centenario la voglia di vivere e di amare».

Antonio Maciocco, sassarese, classe 1974, è autore di cortometraggi e documentari, tra cui “Permesso?” vincitore di numerosi premi in festival nazionali, e “Labbra mute”, interpretato da Adriana Innocenti. Nel 2017 la sceneggiatura di “A chent’annos” ha vinto la prima edizione del concorso Kentzeboghes dedicato ai progetti cinematografici in lingue minoritarie. Spiega Maciocco nelle note di regia: «Quello che mi premeva raccontare è il fatto che nella vita, in qualsiasi momento, può accadere qualcosa in grado di farci assaporare nuovamente il piacere di esistere. Da qui la scelta del titolo “A chent’annos”. Il film vuole essere un augurio per tutti. L’augurio di saper assaporare quegli attimi di leggerezza che la vita ci può regalare sempre. Anche a cento anni».

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