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Il tempo che passa raccontato dalla top model

Il tempo che passa raccontato dalla top model

Sul palco anche una bellissima Simonetta Gianfelici, per dare voce e corpo alle età della vita

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ALGHERO. Sul palco del Civico ieri per “Mio cuore io sto soffrendo” c’era Simonetta Gianfelici. Una partecipazione che racconta bene l’intreccio tra vissuto ed emozioni scelto da Marras per il suo lavoro.

«Ho conosciuto Antonio ai tempi della collezione “Piano piano dolce Carlotta” e lavorato per lui con Kenzo, sfilato a Firenze e Milano per le sue collezioni. Ho sempre amato le sue sfilate, teatrali quanto autentiche, sempre con una grande parte visionaria, come mi è sempre piaciuta la sua volontà di comunicare la memoria di donne iconiche», racconta Simonetta Gianfelici: top model per Valentino, Ferré e Vivienne Westwood, icona di stile degli anni Ottanta, fotografata da Helmut Newton e tanti altri grandi nomi, sul cast di “Pret a Porter” per Robert Altman. Volto dei marchi Chanel, L’Oreal, Folli Follie, Yves Rocher. In questi anni tanti impegni nella moda, oltre le passerelle, nella scoperta di nuovi talenti, nel mondo dello spettacolo e come fotografa. «Oggi i contenuti e la traccia narrativa nel mondo della moda, si sono persi. Antonio è un’eccezione. Il suo immaginario ha deciso di affidarmi il racconto del tempo che passa, dell’età del cambiamento – spiega l’attrice il ruolo scelto per lei da Marras –. Ho accettato con un certo timore, ma ero stimolata dalla rete di relazioni umane e collaborazioni che Antonio è in grado di creare, questo mi ha spinto a dire di sì. L’unica richiesta era quella di essere me stessa e la recitazione naturale è difficile». Simonetta Gianfelice recita “Isidora”, una delle “Città invisibili” di Calvino, luogo dove “i desideri diventano ricordi”. Immagine potente e poetica del mutamento, rafforzata dal sonetto di Shakespeare recitato da Giovanni Franzoni: “Non crederò alle rughe nel mio specchio finché la gioventù ti sia consorte”.

«Una estetica dedicata al mutamento – sottolinea Gianfelici – una riflessione profonda per me e per il mio amore, carica di speranza. Una parte, tragica e felice, e un percorso intimo, che mi ha dato la possibilità di poter dare un messaggio, anche se vivere queste parole sul palco mi faceva paura. Ma sono convinta che dove c’è la paura c’è anche quello che ci salva».

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