«Con “Puccini” il mio omaggio a tutte le donne»
di Roberta Sanna
Eleonora Abbagnato parla del suo spettacolo in scena stasera a Sassari e domani a Cagliari
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SASSARI. «Pochi personaggi femminili consentono di immedesimarti in loro come le eroine pucciniane, senza però perdere la concentrazione quando sei in scena. Dovendo scegliere mi sento forse più Tosca, per il suo modo di porre l’amore al di sopra di tutto». Eleonora Abbagnato, la celebre étoile e interprete amatissima dal pubblico, inaugura con “Puccini”, coreografia di Julien Lestel ispirata alle opere del grande compositore, stasera al Teatro Verdi di Sassari e domani all’auditorium del Conservatorio a Cagliari, la Stagione di Danza 2018-19 del CeDAC.
Lo spettacolo impegna in scena venti ballerini sulle arie più belle e conosciute da La Bohème a Tosca, con un particolare accento sulle protagoniste. «La caratteristica principale di questo spettacolo è la capacità di far rivivere i personaggi femminili pucciniani sostituendo al canto la coreografia – spiega l’Abbagnato –. Esprimerli attraverso la danza non è facile. Il lavoro per entrare nei panni delle eroine è basato sulla versatilità per l’interpretazione dei personaggi e sull’istintività. È chiaro che tutto ciò è possibile grazie all’azione unificante e coinvolgente della meravigliosa musica pucciniana, che rende visibile il filo che tiene insieme queste eroine, da Suor Angelica a Tosca, ossia la capacità tutta femminile di spingersi per amore fino al completo sacrificio di se stesse, ma non le sento come creature deboli, travolte dal destino, ma al contrario capaci di decidere anche la loro fine». «Mi auguro – dice Abbagnato – che il pubblico viva le emozioni che io stessa provo in scena. E poi Puccini è uno degli autori fondamentali dell’opera italiana. La sua popolarità non ha mai subito un calo, anzi, al contrario è in costante ascesa in tutto il mondo. Mi piace pensare alla sua abitudine di rivoluzionare il piano drammaturgico delle opere e al suo linguaggio musicale innovativo».
Eleonora Abbagnato arriva in Sardegna da Parigi, dove è impegnata con l’Opéra de Paris nel ruolo di Marguerite ne “La Dame aux Camélias” di John Neumeier, in scena fino gennaio, e il 30 e 31 dicembre con la “Carmen” dell’apprezzato e innovativo coreografo Mats Ek. Una straordinaria carriera, quella di Eleonora Abbagnato, raccontata nel 2009 nella biografia “Un angelo sulle punte”, che ha continuato a maturare e crescere in modo inarrestabile con sempre nuovi traguardi da aggiungere.
«Ci sono stati molti momenti emozionanti nella mia vita artistica – racconta Abbagnato – a partire dalla nomina a étoile all’Opéra de Paris, traguardo importante ma anche nuovo punto di partenza e di grande responsabilità. E successivamente il mio incarico di direttrice del Corpo di ballo del Teatro di Roma, che mi permette di trasmettere ai giovani ballerini tutta la mia esperienza maturata a contatto con i più grandi coreografi con cui ho avuto la fortuna di lavorare». «Aggiungerei – dice ancota la danzatrice – i riconoscimenti da parte dello Stato francese di Chevalier dans l’ordre National du Mérite e successivamente Officier De l’Ordre Des Arts et Des Lettres, per i meriti acquisiti all’Opéra de Paris. Per quanto riguarda la mia vita privata, aggiungerei senz’altro il mio matrimonio con Federico Balzaretti, marito e padre stupendo e la nascita dei miei due splendidi bambini: Julia e Gabriel che mi danno tanta gioia e forza».
L’attuale impegno con L’Opera di Roma è per l’Abbagnato l’occasione di dare una propria impronta, e il 28 dicembre inaugurerà la nuova Stagione di Balletto con titoli innovativi, nuove produzioni, coreografi e ospiti internazionali. «Voglio dare spazio – spiega – ai coreografi del nostro tempo, svecchiando contemporaneamente il repertorio senza abbandonare quelli che sono i capisaldi del balletto. Per questo, pur mantenendo un saldo e imprescindibile rapporto con la tradizione – ho rinnovato il balletto aprendo le porte a nuovi coreografi e spettacoli mai rappresentati al Teatro dell’Opera di Roma. Per nuovi spettacoli non mi riferisco solo a novità assolute, ma anche ad una nuova visione dei classici del balletto. Il successo dello Schiaccianoci mi ha dato ragione sia in termini di critica che di pubblico».
Lo spettacolo impegna in scena venti ballerini sulle arie più belle e conosciute da La Bohème a Tosca, con un particolare accento sulle protagoniste. «La caratteristica principale di questo spettacolo è la capacità di far rivivere i personaggi femminili pucciniani sostituendo al canto la coreografia – spiega l’Abbagnato –. Esprimerli attraverso la danza non è facile. Il lavoro per entrare nei panni delle eroine è basato sulla versatilità per l’interpretazione dei personaggi e sull’istintività. È chiaro che tutto ciò è possibile grazie all’azione unificante e coinvolgente della meravigliosa musica pucciniana, che rende visibile il filo che tiene insieme queste eroine, da Suor Angelica a Tosca, ossia la capacità tutta femminile di spingersi per amore fino al completo sacrificio di se stesse, ma non le sento come creature deboli, travolte dal destino, ma al contrario capaci di decidere anche la loro fine». «Mi auguro – dice Abbagnato – che il pubblico viva le emozioni che io stessa provo in scena. E poi Puccini è uno degli autori fondamentali dell’opera italiana. La sua popolarità non ha mai subito un calo, anzi, al contrario è in costante ascesa in tutto il mondo. Mi piace pensare alla sua abitudine di rivoluzionare il piano drammaturgico delle opere e al suo linguaggio musicale innovativo».
Eleonora Abbagnato arriva in Sardegna da Parigi, dove è impegnata con l’Opéra de Paris nel ruolo di Marguerite ne “La Dame aux Camélias” di John Neumeier, in scena fino gennaio, e il 30 e 31 dicembre con la “Carmen” dell’apprezzato e innovativo coreografo Mats Ek. Una straordinaria carriera, quella di Eleonora Abbagnato, raccontata nel 2009 nella biografia “Un angelo sulle punte”, che ha continuato a maturare e crescere in modo inarrestabile con sempre nuovi traguardi da aggiungere.
«Ci sono stati molti momenti emozionanti nella mia vita artistica – racconta Abbagnato – a partire dalla nomina a étoile all’Opéra de Paris, traguardo importante ma anche nuovo punto di partenza e di grande responsabilità. E successivamente il mio incarico di direttrice del Corpo di ballo del Teatro di Roma, che mi permette di trasmettere ai giovani ballerini tutta la mia esperienza maturata a contatto con i più grandi coreografi con cui ho avuto la fortuna di lavorare». «Aggiungerei – dice ancota la danzatrice – i riconoscimenti da parte dello Stato francese di Chevalier dans l’ordre National du Mérite e successivamente Officier De l’Ordre Des Arts et Des Lettres, per i meriti acquisiti all’Opéra de Paris. Per quanto riguarda la mia vita privata, aggiungerei senz’altro il mio matrimonio con Federico Balzaretti, marito e padre stupendo e la nascita dei miei due splendidi bambini: Julia e Gabriel che mi danno tanta gioia e forza».
L’attuale impegno con L’Opera di Roma è per l’Abbagnato l’occasione di dare una propria impronta, e il 28 dicembre inaugurerà la nuova Stagione di Balletto con titoli innovativi, nuove produzioni, coreografi e ospiti internazionali. «Voglio dare spazio – spiega – ai coreografi del nostro tempo, svecchiando contemporaneamente il repertorio senza abbandonare quelli che sono i capisaldi del balletto. Per questo, pur mantenendo un saldo e imprescindibile rapporto con la tradizione – ho rinnovato il balletto aprendo le porte a nuovi coreografi e spettacoli mai rappresentati al Teatro dell’Opera di Roma. Per nuovi spettacoli non mi riferisco solo a novità assolute, ma anche ad una nuova visione dei classici del balletto. Il successo dello Schiaccianoci mi ha dato ragione sia in termini di critica che di pubblico».
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