Sentirsi chef
per una notte
Non è certo un mistero che gli italiani siano particolarmente attenti a quello che accade in cucina e, soprattutto, a quello che arriva in tavola. Siamo un popolo di poeti, santi, navigatori ma anche...
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Non è certo un mistero che gli italiani siano particolarmente attenti a quello che accade in cucina e, soprattutto, a quello che arriva in tavola. Siamo un popolo di poeti, santi, navigatori ma anche di esperti di cucina. Anche se poi gran parte dell’esperienza si acquisisce davanti al piccolo schermo, dove continuano a comparire nuovi programmi di cucina mentre quelli più datati non danno segni di cedimento e scalano le montagne russe dello share come fossero animali di primo pelo. Di conseguenza, chi conduce questi show diventa automaticamente un guru dei fornelli a cui vengono spalancate opportunità di ogni tipo. Basti pensare al trio Cracco, Barbieri, Bastianich – a cui si è aggiunto l’onnipresente Cannavacciuolo – che fino a poco tempo fa erano conosciuti solo dagli addetti ai lavori o al massimo dai fortunati commensali che potevano permettersi il conto di un ristorante stellato. Ora sono celebrità ma anche le anime di un fortunato cortocircuito che permette allo scorbutico chef Carlo Cracco di fare la pubblicità delle patatine fritte e al napoletanissimo Antonino Cannavacciuolo di diventare il volto del gorgonzola, non esattamente un esempio della tradizione partenopea. Ma siccome il prodotto funziona, si vende e, anzi, sembra destinato a restare trend topic ancora per molto tempo, ecco che anche i ristoranti provano a giocare le loro carte nel microcosmo degli aspiranti chef. D’altra parte, gli ingredienti per portare in tavola un prodotto commerciale non sono impossibili da trovare. Basta un cuoco che ci sappia fare, una cucina professionale da utilizzare seguendo i consigli giusti e trasformare una serata di fiacca in un successo di pubblico diventa un gioco da ragazzi. Lo sanno benissimo quelli del ristorante Officina del gusto di Olbia, quelli dei Fratelli Tola di Sassari e anche i gestori del Niu di Cagliari che hanno organizzato un contest ai fornelli per cui si fa la gara pur di trovare posto. E, ovviamente, funziona. Le sale si riempiono, i clienti sono soddisfatti e, come accade negli show televisivi, quanto termina una stagione inizia il conto alla rovescia per l’altra.
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