La Nuova Sardegna

Spuntini frugali o banchetti lussuosi

Ed eccoci giunti alla festa più solenne, forse la più sentita al mondo: è Natale. Tutti ci ripromettiamo di essere più buoni, mettiamo la famiglia e i parenti al centro di tutto e li coinvolgiamo in...

1 MINUTI DI LETTURA





Ed eccoci giunti alla festa più solenne, forse la più sentita al mondo: è Natale. Tutti ci ripromettiamo di essere più buoni, mettiamo la famiglia e i parenti al centro di tutto e li coinvolgiamo in un generoso scambio di regali. Il cibo buono e il fuoco che arde nel camino vestono di magia la festività. Per i sardi il Natale è sempre stato un evento che mescola antichi riti ancestrali e liturgie cristiane. Un esempio è, ogni anno, l’immancabile partecipazione a “sa Missa de puddu”, la messa di mezzanotte, la messa

della vigilia, così chiamata perché si è convinti che la lunghezza della giornata cresca quanto “unu passu de puddu”, un passo di pollo. La nottata può concludersi con una cena sontuosa, ma molto spesso frugale. Nel Logudoro si hanno cronache di cene extralusso, sia a casa che sia negli ovili, ma anche di sobri spuntini dopo la messa, con sa cotzula de berda, su pane preutidu, oppure saltitza, sa corda o su tatalliu. In Campidano la cena della vigilia è da sempre caratterizzata dalla semplicità. Di solito una minestra e le interiora degli animali che saranno messi allo spiedo il giorno dopo. (g.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative