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Ritratti dei poeti di oggi nello sguardo di Ligios

Ritratti dei poeti di oggi nello sguardo di Ligios

Tra i primi interessi che hanno alimentato l’ormai lunga “carriera” di fotografo di Salvatore Ligios ci sono i poeti e la poesia: sono sue le migliori immagini dell’improvvisatore Remundu Piras. In...

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Tra i primi interessi che hanno alimentato l’ormai lunga “carriera” di fotografo di Salvatore Ligios ci sono i poeti e la poesia: sono sue le migliori immagini dell’improvvisatore Remundu Piras. In seguito sono venuti altri incontri, altre collaborazioni, libri fatti insieme: le foto a fianco ai versi. Se poi, come dice, la sua «ossessione principale nelle scorribande fotografiche» in giro per l’isola lo ha condotto a «esplorare l’identità contemporanea del “popolo sardo”», doveva necessariamente tornarci, ai poeti e alla poesia, che mantengono un ruolo importante all’interno di quella che chiamiamo «identità».

Ecco allora che, facendo seguito a una raccolta di “Facce di sardi” (che erano persone di cultura), pubblicata nel 1999, ha presentato ultimamente il suo “Viaggio nella poesia contemporanea”, col titolo “Sogni meridiani” (Soter, 144 pagine, 30 euro). Sono sessanta poeti e poetesse colti nel loro interno domestico, oppure in esterni agricoli o selvaggi, o in riva al mare: in luoghi comunque a loro familiari. Ligios ci dà così la sua visione «fisica» di questi autori e del loro mondo, ma unisce anche sintetici dati biografici e un brano tratto dalle loro opere. Per fare un paio di esempi Mario Pischedda – che opera a sua volta nel campo della fotografia – è stato ripreso con un sorriso enigmatico sulle rive del lago del Coghinas, ma i suoi versi sono dedicati al «rancido amaro del quotidiano» o, come gli piace ribadire, «el rancio amargo de lo cotidiano». Alessandro Doro, musicista, attore e performer, ci guarda seduto sulla panchina di una piazza della sua città, Sassari, e nella poesia si diverte a giocare con i nomi dei grandi poeti: «Inferno di Manganelli… / Campana rintronante, / ardenti, Soffici lame Merini». Così il libro offre, insieme a un esempio di come si possa dare un’immagine visiva di questo «spicchio» di umanità, il quadro delle tendenze letterarie che tengono il campo nell’isola.

In apertura dell’introduzione Sonia Borsato riflette sul significato del «ritratto», sul rapporto tra chi lo esegue e chi offre se stesso come oggetto, e misura la differenza rispetto alla superficialità dell’odierno «selfie».



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