I Cannonau di Dorgali Vini con la marcia in più
di PASQUALE PORCU
A cominciare dall’Hortos invecchiato per due anni in tonneaux e barrique sino al D53, un fuoriclasse nato per celebrare i 60 anni di vita dell’azienda
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Di Cannonau buoni, si sa, è piena la Sardegna. Ognuno ha un accento diverso. Ci sono quelli più arcigni e quelli più morbidi, quelli che hanno note di geranio ed altri nei quali senti profumi di macchia mediterranea. Sul colore c’è poco da discutere: l’aggiunta del 15 per cento di altre uve a bacca rossa aggiusta un colore che, altrimenti, sarebbe troppo scarico. Tutto regolare: lo dice il disciplinare di produzione della Doc Sardegna. Ma, fra tutti, i Cannonau di Dorgali hanno da sempre una marcia in più. Sono più eleganti, hanno profumi e gusto che si differenziano dagli altri. Ed è per questo motivo che da decenni vengono ricercati e apprezzati dai consumatori, non soltanto sardi e non soltanto italiani.
La Cantina di Dorgali, pur sapendo di contare su una qualità eccellente di materia prima, non si è cullata sugli allori. E negli ultimi anni ha messo a punto dei prodotti che hanno attirato l'attenzione dei critici più esigenti. Molte (forse troppe) le etichette che hanno caratterizzato la produzione della cantina. Per molti anni il Filieri rosso è stato il vino simbolo dell'azienda, mentre raramente nella storia dell'enologia sarda si è visto un vino di maggiore successo del Filieri Rosato. Di grande fortuna anche il bianco Calaluna, un Cannonau vinificato in bianco in tempi nei quali vini di questo tipo non erano di moda.
Ma negli ultimi anni la cantina è entrata a pieno titolo nel novero di quelle che sono capaci di produrre vini di grande temperamento, in grado di stare sul podio delle più importanti manifestazioni nazionali e internazionali.
Prendete l’Hortos, un uvaggio sapiente di Cannonau e Sirah.
Viene prodotto con uve coltivate a 400 metri sul livello del mare allevate ad alberello e a cordone speronato. La lavorazione avviene in acciaio e fatto invecchiare per due anni in tonneaux e barrique, prima dell’affinamento in bottiglie per altri dodici mesi. Ha un aspetto color rosso rubino intenso con riflessi violacei. Al naso è intenso, fresco e fragrante ed esibisce piacevoli note di frutto rosso maturo, di confetture e spezie. In bocca è asciutto e di grande corpo con tannini equilibrati dove emergono le note di confetture percepite al naso. Si abbina perfettamente con carni arrosto, formaggi stagionati e piatti robusti della cucina regionale.
Un altro autentico fuoriclasse della cantina è il D53 (D come Dorgali, 53 per indicare l’anno di fondazione della cooperativa) nato per celebrare i 60 anni di vita dell’azienda. Un Cannonau di grande nobiltà che coniuga tradizione e modernità, con tannini morbidi e sentori di frutta matura. Le uve vengono prodotte in agro di Dorgali a 450 metri di altitudine. Nella scheda aziendale si parla di Cannonau classico prodotto da uve Cannonau. Ma chi ha un naso attento e sensibile riconosce l'apporto anche di piccole quantità di Cabernet e Sauvignon. Lavorato in acciaio viene fatto maturare per due anni in legno e affinato in vetro per altri sei mesi. Alla vista presenta un colore rubino intenso con riflessi granati. Al naso esibisce un bouquet intenso ed elegante con note di frutta a bacca rosse che sfumano in note gradevolmente balsamiche. Sentori ribaditi anche al palato. Un grande vino ideale per accompagnare i grandi piatti di carne della cucina isolana, dal capretto allo spiedo ai grandi arrosti e i fieri formaggi stagionati del centro Sardegna.
La cantina (circa 200 soci) che produce anche un brut, ora punta anche su un grande Vermentino. Le premesse ci sono tutte, attendiamo con ansia.
La Cantina di Dorgali, pur sapendo di contare su una qualità eccellente di materia prima, non si è cullata sugli allori. E negli ultimi anni ha messo a punto dei prodotti che hanno attirato l'attenzione dei critici più esigenti. Molte (forse troppe) le etichette che hanno caratterizzato la produzione della cantina. Per molti anni il Filieri rosso è stato il vino simbolo dell'azienda, mentre raramente nella storia dell'enologia sarda si è visto un vino di maggiore successo del Filieri Rosato. Di grande fortuna anche il bianco Calaluna, un Cannonau vinificato in bianco in tempi nei quali vini di questo tipo non erano di moda.
Ma negli ultimi anni la cantina è entrata a pieno titolo nel novero di quelle che sono capaci di produrre vini di grande temperamento, in grado di stare sul podio delle più importanti manifestazioni nazionali e internazionali.
Prendete l’Hortos, un uvaggio sapiente di Cannonau e Sirah.
Viene prodotto con uve coltivate a 400 metri sul livello del mare allevate ad alberello e a cordone speronato. La lavorazione avviene in acciaio e fatto invecchiare per due anni in tonneaux e barrique, prima dell’affinamento in bottiglie per altri dodici mesi. Ha un aspetto color rosso rubino intenso con riflessi violacei. Al naso è intenso, fresco e fragrante ed esibisce piacevoli note di frutto rosso maturo, di confetture e spezie. In bocca è asciutto e di grande corpo con tannini equilibrati dove emergono le note di confetture percepite al naso. Si abbina perfettamente con carni arrosto, formaggi stagionati e piatti robusti della cucina regionale.
Un altro autentico fuoriclasse della cantina è il D53 (D come Dorgali, 53 per indicare l’anno di fondazione della cooperativa) nato per celebrare i 60 anni di vita dell’azienda. Un Cannonau di grande nobiltà che coniuga tradizione e modernità, con tannini morbidi e sentori di frutta matura. Le uve vengono prodotte in agro di Dorgali a 450 metri di altitudine. Nella scheda aziendale si parla di Cannonau classico prodotto da uve Cannonau. Ma chi ha un naso attento e sensibile riconosce l'apporto anche di piccole quantità di Cabernet e Sauvignon. Lavorato in acciaio viene fatto maturare per due anni in legno e affinato in vetro per altri sei mesi. Alla vista presenta un colore rubino intenso con riflessi granati. Al naso esibisce un bouquet intenso ed elegante con note di frutta a bacca rosse che sfumano in note gradevolmente balsamiche. Sentori ribaditi anche al palato. Un grande vino ideale per accompagnare i grandi piatti di carne della cucina isolana, dal capretto allo spiedo ai grandi arrosti e i fieri formaggi stagionati del centro Sardegna.
La cantina (circa 200 soci) che produce anche un brut, ora punta anche su un grande Vermentino. Le premesse ci sono tutte, attendiamo con ansia.
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