La Nuova Sardegna

L’eredità sempre attuale di Antonio Segni

di Paolo Coretti
L’eredità sempre attuale di Antonio Segni

A Roma un incontro, al quale ha partecipato anche l’Università di Sassari, sulla vita e l’operato del grande politico

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ROMA. La figura di Antonio Segni, il suo enorme contributo alla nascita della Repubblica e la sua eredità restano al centro della politica italiana. Ieri a Roma il grande statista sassarese, per due volte presidente del Consiglio e presidente della Repubblica per due anni e mezzo dal 1962 al 1964, è stata al centro di una giornata di studi alla quale ha presenziato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

L’Archivio Storico di Palazzo Sant’Andrea, ha ospitato l’incontro di studio “La Presidenza Segni e il ruolo internazionale dell’Italia nella fase iniziale del Centro-sinistra”.Sono intervenuti Marina Giannetto, Sovrintendente dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica; Massimo Carpinelli, Rettore dell’Università di Sassari; Mario Segni, presidente della Fondazione Antonio Segni; Antonio Varsori, professore ordinario di Storia delle relazioni internazionali dell’Università di Padova e Piero Craveri, professore ordinario di Storia contemporanea dell’Università Suor Orsola Benincasa, che ha svolto una relazione su “La figura e il ruolo di Antonio Segni” tratteggiandone la vita e l’operato dalla nascita fino alla malattia che nel 1964 lo costrinse alle dimissioni. E Sassari, città natale di Antonio Segni che fu anche rettore dell’Università, è stata al centro dei lavori, che avranno una seconda puntata il prossimo 31 ottobre proprio nella nostra città. «È stata una grande emozione partecipare a questa giornata – commenta il rettore Massimo Carpinelli –, si respirava un clima di grande rispetto per la figura di Antonio Segni e per la città nella quale è nato e si è formato. Per me, che sono ormai sassarese acquisito e tra l’altro sono uno dei suoi successori alla guida dell’Università, è stato un onore prendere parte e portare i saluti. Tra l’altro la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato un grande valore a tutta l’iniziativa ed è stata una prova di vicinanza a tutti noi». Un grande contributo al convegno è stato dato anche dal dipartimento di Storia, che custodisce l’archivio di Antonio Segni digitalizzato, un tesoro di oltre tredicimila unità consultabili con un semplice clic. Un archivio che, come ha ricordato il rettore Carpinelli nel suo saluto «è costituito per la maggior parte da documenti riguardanti l’attività politica di governo, oltre a memorie, relazione e atti politici si compone anche di un fitto carteggio con le più alte personalità politiche e istituzionali del tempo tra cui Aldo Moro, Amintore Fanfani, Pietro Nenni, Giuseppe Saragat, Sandro Pertini, e fra i capi di Stato stranieri Konrad Adenauer e Richard Nixon», invitando il presidente della Repubblica a dargli uno sguardo in prima persona.

Nel corso del convegno sono stati sviscerati numerosi aspetti dell’operato di Antonio Segni, in particolare il suo operato nel campo della politica estera in un periodo storico molto complicato, nel quale i rapporti internazionali correvano sul filo della cortina di ferro e della guerra fredda tra Usa e Urss.

Al convegno è intervenuto, in rappresentanza dell’Università di Sassari, anche il ricercatore Salvatore Mura, autore della biografia “Antonio Segni. La politica e le istituzioni” che ricostruisce ogni importante tappa della vita di Antonio Segni sino alla morte, avvenuta nel 1972.



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