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Orhan Pamuk, vincitore nel 2006, a maggio all’Isre
NUORO. Lo scrittore turco Orhan Pamuk, premio Nobel per la letteratura 2006, sarà ospite dell’Isre, l’istituto regionale etnografico, nel maggio prossimo, per un incontro con il pubblico moderato da...
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NUORO. Lo scrittore turco Orhan Pamuk, premio Nobel per la letteratura 2006, sarà ospite dell’Isre, l’istituto regionale etnografico, nel maggio prossimo, per un incontro con il pubblico moderato da Marino Sinibaldi, direttore di Radiotre Rai. Pamuk arriva a Nuoro nell’ambito del progetto “Grazia Deledda incontra i Nobel”, ora alla seconda edizione dopo il tributo dello scorso anno a Dario Fo con una grande mostra retrospettiva della sua produzione teatrale.
La figura di Pamuk, uno dei massimi scrittori contemporanei (“Il mio nome è rosso” è probabilmente il suo romanzo più noto in Italia), sarà al centro di un convegno con esperti nazionali e internazionali già il 10 dicembre di quest’anno. Pamuk, che vive tra la sua città natale Istanbul e gli Stati Uniti, non potrà essere presente. La seconda tappa del progetto è l’allestimento a Nuoro, nei locali del Museo del Costume, del “Museo dell’innocenza” al quale lo scrittore ha dedicato tempo ed energie nell’ultimo decennio.
Pamuk lo ha creato mentre lavorava a un libro che porta lo stesso titolo. In un edificio nel quartiere di Beyoglu della sua città natale vicino a Instanbul ( dove è nato il 7 giugno del 1952) lo scrittore ha creato un luogo letterario che racconta, attraverso oggetti raccolti nel corso degli anni, fotografie e articoli dei giornali di Istanbul, la storia di una famiglia della borghesia turca dal 1970 sino al 2000. Una storia che corre parallela ai cambiamenti nella città turca alla quale Pamuk è sempre stato legatissimo, come testimonia il suo libro “Istanbul” ( edito in Italia da Einaudi) che racconta la sua infanzia nella città ponte tra l’Europa e l’Asia.
Autore di grandissimo talento, Orhan Pamuk è stato a lungo perseguitato dalla giustizia turca per la sua posizione pubblica sul genocidio armeno, ancora oggi, a un secolo di distanza, negato dallo Stato nonostante il milione e mezzo di morti. (p.me.)
La figura di Pamuk, uno dei massimi scrittori contemporanei (“Il mio nome è rosso” è probabilmente il suo romanzo più noto in Italia), sarà al centro di un convegno con esperti nazionali e internazionali già il 10 dicembre di quest’anno. Pamuk, che vive tra la sua città natale Istanbul e gli Stati Uniti, non potrà essere presente. La seconda tappa del progetto è l’allestimento a Nuoro, nei locali del Museo del Costume, del “Museo dell’innocenza” al quale lo scrittore ha dedicato tempo ed energie nell’ultimo decennio.
Pamuk lo ha creato mentre lavorava a un libro che porta lo stesso titolo. In un edificio nel quartiere di Beyoglu della sua città natale vicino a Instanbul ( dove è nato il 7 giugno del 1952) lo scrittore ha creato un luogo letterario che racconta, attraverso oggetti raccolti nel corso degli anni, fotografie e articoli dei giornali di Istanbul, la storia di una famiglia della borghesia turca dal 1970 sino al 2000. Una storia che corre parallela ai cambiamenti nella città turca alla quale Pamuk è sempre stato legatissimo, come testimonia il suo libro “Istanbul” ( edito in Italia da Einaudi) che racconta la sua infanzia nella città ponte tra l’Europa e l’Asia.
Autore di grandissimo talento, Orhan Pamuk è stato a lungo perseguitato dalla giustizia turca per la sua posizione pubblica sul genocidio armeno, ancora oggi, a un secolo di distanza, negato dallo Stato nonostante il milione e mezzo di morti. (p.me.)
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