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Farsi mettere sotto pressione può essere molto rilassante

Farsi mettere sotto pressione può essere molto rilassante

La pratica manuale importata dal Giappone: si lavora su postura e respiro Arianna Asora: «Non è una terapia, ma aiuta a migliorare la qualità della vita»

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In Italia lo shiatsu è una passione per 600mila persone che lo praticano abitualmente. Poi ci sono quelli che si avvicinano ai centri «quando serve». Ma è un fenomeno in crescita. Anche in Sardegna. Tra le discipline del benessere – spiegano dall'Accademia – è il rimedio antistress preferito dagli italiani e adatto a tutti, adulti e bambini, anziani e adolescenti, anche donne in gravidanza.

Questa pratica manuale giapponese, antica e giovane allo stesso tempo visto che risale al periodo tra le due guerre mondiali ma pesca dalla tradizione nipponica degli scorsi millenni, si è caratterizzata per la staticità della pressione che viene portata perpendicolarmente alla superficie del corpo. Non c'è bisogno di spogliarsi. Si sta tranquillamente e comodamente vestiti. Nella disciplina non esistono sfregamenti, manipolazioni, utilizzo di oli o altro.

Le pressioni entrano in profondità senza scivolare sulla pelle e producono uno stimolo a cui l’organismo della persona trattata “risponde”, recuperando e manifestando dal profondo le proprie risorse vitali. Poche chiacchiere, la risposta per convincere, è nelle dita, non nelle parole.

«Noi non amiamo parlare di malanni – spiega Arianna Asora, responsabile delle discipline, impegnatissima in questi giorni nella sede sotto le Ormus a Cagliari – perché lo shiatsu è considerato una disciplina bionaturale. È un processo avvenuto lentamente nel tempo. Le pressioni (shiatsu significa pressione delle dita) del palmo, del pollice e del gomito sono capaci di stimolare in profondità là persona che viene trattata. Rafforzandone le risorse vitali».

Niente controindicazioni, giurano all'Accademia, tantissimi effetti positivi. «Dà sollievo in caso di dolori, alleggerendo le contratture muscolari, migliorando la mobilità articolare. Permette di conoscersi in profondità. È un contatto rilassato. Amorevole, possiamo dire. E sostenente nei diversi cambiamenti sia fisici sia emotivi nelle diverse fasi della vita».

I casi? «Da noi vengono anche gli adolescenti – continua Arianna Asora – ma lo Shiatsu accompagna ad esempio la donna in tutte le sue fasi. Ed è molto efficace nella gravidanza. Non solo perché nel post parto è utilissimo e aiuta a riprendersi, ma è molto importante anche per l’allattamento e per la relazione tra mamma e bimbo. È indicato anche in menopausa. E pure nel caso di patologie invalidanti. Naturalmente non sostituisce le terapie, ma ne potenzia gli effetti. Abbiamo tantissime esperienze anche in campo ospedaliero, rispetto a persone con problemi gravi, anche tumorali. Ribadendo e risottolineando: non sostituisce le terapie. Ma è stato dimostrato, anche con statistiche, che il trattamento è efficace e sostenente. Diciamo che migliora la qualità di vita».

Molti partecipanti agli eventi dell’Accademia avevano già ricevuto trattamenti shiatsu. «Il fatto di essere stati bene li ha portati non solo a voler ricevere altri trattamenti. Ma anche a voler diventare a loro volta praticanti della disciplina. Vediamo che nei corsi, da diversi anni, stanno venendo persone che hanno piacere a praticare lo shiatsu. Un po’ come quando si va a praticare yoga».

Insomma il primo trattamento può essere in qualche modo l'inizio di un percorso che poi porta le persone a mettersi a disposizione degli altri.

«Si lavora sulla postura, sul respiro – prosegue l'esperta – Ci vuole tanta pratica per migliorare la qualità della pressione e quindi il beneficio di chi riceve. Io ho ricevuto il primo trattamento da un’amica che era stata in Giappone. Per me è stata un’esperienza molto efficace: ero stanca e sono stata meglio. Ho beneficiato dei trattamenti e ho imparato: pratico lo shiatsu da quarant'anni».

Stefano Ambu

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