La Nuova Sardegna

A Cagliari “Le Vietnam sera libre”

Il film di Cecilia Mongini e di Paolo Pisanelli martedì allo Spazio Odissea

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CAGLIARI. Martedì 19 nello Spazio Odissea alle 19 sarà presentato il film “Le Vietnam sera libre” di Ceciia Mangini e Paolo Pisanelli. Dialogheranno con gli autori Felice Tiragallo e Maura Picciau.

“Le Vietnam sera libre” è un film da camera che racconta di una guerra, della memoria che svanisce, di una sfida contro il tempo che passa . Nel 1964-65 i registi Lino Del Fra e Cecilia Mangini hanno vissuto per tre mesi nel Vietnam del Nord in guerra con gli U.S.A. per effettuare i sopralluoghi per un film documentario sulla lotta di quel popolo deciso a conquistare l’unità e l’indipendenza. Dalla frontiera con la Cina fino al confine con il Sud, filo- statunitense e in realtà occupato dagli americani, hanno esplorato le città, i porti, i paesi, le risaie, i fronti di guerra. Nel tentativo di piegare questa resistenza, al Sud gli americani incendiavano le foreste con il napalm e al Nord iniziarono a fare terra bruciata con i bombardamenti a tappeto. Lino e Cecilia sono stati rimpatriati insieme alle tante delegazioni internazionali e a tutti gli stranieri presenti ad Hanoi. Quelle bombe americane colpirono anche il loro film, che non è stato più realizzato… ma Cecilia Mangini ha realizzato un grande reportage fotografico, in parte ancora inedito. Quella guerra, quella resistenza, quel popolo in armi rivive attraverso foto, scritti, ricordi e vuoti di memoria in un documentario dal titolo Le Vietnam sera libre. E’ lo stesso titolo che doveva avere il film ideato nel 1965. La pellicola è stata ritrovata in due scatole da scarpe dimenticate in un vecchio armadio in soffitta per più di cinquant’anni.

«Sono le fotografie – dice Mangini – che mi ricordano le cose peché io sto perdendo la memoria. Non mi ricordavo di queste due scatole. E poi le ho aperte, ho cominciato a guardare i provini e c’erano cose di cui non mi ricordavo più e che invece mi sono ritornate perché ... la fotografia recupera il tempo,recupera lo spazio, recupera le sensazioni, recupera tutto».

«Fare un documentario su un reportage fotografico ritrovato e un progetto di film non realizzato – spiega Pisanelli – non è solo un esorcismo contro il tempo e le occasioni perdute: è il recupero di storie vissute, di immagini affascinanti, di un pezzo importante della Storia di tutti. E’ molto importante sapere che un piccolo popolo è riuscito a sconfiggere una grande potenza politica e militare. Questa resistenza è un valore da ricordare, è anche un invito a non arrendersi mai. La protagonista vaga all’interno della sua casa, ma è un’artista combattente, capace di sfidare le ferite della memoria e della sua storia».



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