La Nuova Sardegna

Andrea Satta, dialoghi fiabeschi tra bambini

Alessandro Pirina
Andrea Satta, dialoghi fiabeschi tra bambini

Il pediatra e cantante dei Tête de bois in libreria con "Pise e Pata"

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Lui non ha mai voluto fare il medico bensì il pediatra. Lo ribadisce ogni volta che parla di sé. «Se non fossi entrato alla scuola di specializzazione non avrei mica fatto il medico». I bambini sono la vita di Andrea Satta, quasi mille piccoli pazienti frequentano il suo coloratissimo ambulatorio romano sulla via Casilina. Li cura ovviamente, ma li osserva e li ascolta soprattutto. Ed è proprio da questo suo modo di interagire con i suoi piccoli pazienti che è nato il libro “Pise e Pata”. Sì, perché Andrea Satta, originario di Luogosanto, non è solo un pediatra, ma un artista a 360 gradi. Cantante di successo – con i Tête de bois ha vinto diversi premi Tenco e ha affiancato Paolo Rossi a Sanremo –, inventore con il suo gruppo del “palco a pedali” da cui Greta Thunberg ha parlato in piazza del Popolo a Roma ad aprile, creatore del festival d’arte di strada di Zagarolo che a settembre ha ospitato tra gli altri Nada, Marco Tardelli e Rocco Papaleo, giornalista appassionato di ciclismo – ha seguito il Giro d’Italia e il Tour de France per l’Unità e il Manifesto –, e appunto scrittore di fiabe per bambini. Una passione, quest’ultima, nata proprio all’interno del suo ambulatorio, dove lui non indossa il classico camice bianco da medico e si fa chiamare semplicemente Andrea. È lì che da quasi 10 anni le mamme dei suoi piccoli pazienti, la metà sono stranieri di 30 Paesi diversi, si incontrano per raccontare le fiabe con cui si addormentavano quando erano piccole.

Un’iniziativa nata per caso che è diventata un progetto continuativo, quello delle “mamme narranti”, e poi anche due libri: “Ci sarà una volta. Favole e mamme in ambulatorio”, pubblicato nel 2015, e “Mamma quante storie. Favole in ambulatorio, in treno e in piazza”, edito nel 2016, impreziosito dalle illustrazioni di Sergio Staino e dal fumetto di Fabio Magnasciutti che, seguendo lo stile del graphic novel, narra l’esperimento di Satta nel suo ambulatorio, anzi nel suo “ambu”, come lo chiamano spesso i protagonisti del fumetto. Ora il ritorno in libreria con una nuova serie di racconti, “Pise e Pata, dialoghi tra bambini sulle cose del mondo”, edito da Rrose Sélavy, arricchito dalle illustrazioni di Giacomo Agnello Modica. Due personaggi nati dalla fantasia di Satta ma che prendono spunto da parole e ragionamenti autentici di bambini che lui ha incrociato nel suo ambulatorio, e non solo. Piccoli pazienti curiosi di sapere, di conoscere, di imparare, di avere risposte ai loro dubbi, alle loro paure, come lo sono tutti i bambini. «Le storie di Pise e Pata non sono inventate – spiega l’autore –. Sono tratte da discorsi fatti da bambini e bambine, che io ho realmente ascoltato e che mi appunto regolarmente, e velocemente, quando questo accade». Tutti i giorni. «Sì, accade ogni giorno nel mio ambulatorio di pediatra di base alla periferia est di Roma. Ma accade anche a casa con mia figlia Gea che ha otto anni e con le sue amichette. Accadeva con Lao, mio figlio più grande, che di anni ora ne ha sedici, e di cui mi sono appuntato tante uscite buffe».

A firmare l’introduzione del libro è Paolo Siani, pediatra, deputato eletto come indipendente nelle liste del Pd, nonché fratello di Giancarlo, il giornalista ucciso nel 1985 dalla camorra. «Ascoltare una fiaba libera la fantasia – scrive Siani –. Io non so scrivere favole, né racconti ma ho fatto il dottore in un grande ospedale pediatrico e ho visto bambini soffrire, e so con certezza che quando un volontario o una mia infermiera o un mio collega si avvicinava a un bambino con un libro si realizzava in un incantesimo: la sofferenza, e non solo quella fisica, piano piano veniva spazzata via dal potere delle favole e dalla magia delle parole», conclude il medico-onorevole, che alla Camera ha presentato una proposta di legge proprio finalizzata alla promozione e al sostegno della lettura.

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