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expo del turismo culturale 

Il Mediterraneo guarda al modello Barumini

Il Mediterraneo guarda al modello Barumini

BARUMINI. L’Europa e le isole del Mediterraneo si uniscono alla Sardegna e guardano al suo modello vincente e ormai riconosciuto di buona gestione del patrimonio storico-archeologico-culturale:...

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BARUMINI. L’Europa e le isole del Mediterraneo si uniscono alla Sardegna e guardano al suo modello vincente e ormai riconosciuto di buona gestione del patrimonio storico-archeologico-culturale: Barumini con il sito di Su Nuraxi e Casa Zapata. L’occasione di incontro sarà oggi e domani con la sesta edizione dell’Expo del turismo culturale in Sardegna. L’inaugurazione scatterà puntale oggi alle ore 9 di venerdì 29 novembre con l’apertura degli stand espositivi all’interno del Centro culturale “Giovanni Lilliu”, che accoglierà 37 beni culturali sardi più 25 operatori isolani dell’enogastronomia e artigianato. Ospiti d’eccezione dell’edizione 2019 saranno: il museo a cielo aperto di Minorca, con i suoi monumenti megalitici candidati al riconoscimento dell’Unesco a patrimonio dell’umanità, il sito siciliano Val di Noto già patrimonio Unesco con le sue città tardo barocche e l’ospite d’onore dell’edizione 2019, Matera, capitale europea della cultura. Per tutte le giornate dell’evento i tour operator nazionali con gli operatori sardi potranno incrociare domanda e offerta con l’obiettivo di concretizzarsi nella realizzazione di prodotti turistici spendibili a livello internazionale.

«Anche quest’anno l’Expo del turismo a Barumini apre alle realtà nazionali e internazionali i nostri siti archeologici e museali, mettendo in primo piano la centralità culturale dell’isola», dice la direttrice del Polo museale della Sardegna, Giovanna Damiani che parteciperà agli appuntamenti della manifestazione. «In questi ultimi anni è stato fatto un importante lavoro di valorizzazione dei beni culturali della Sardegna cercando di offrire ai visitatori un’offerta integrata basata sempre di più sulle aspettative e le istanze provenienti proprio dai fruitori dei nostri beni archeologici», aggiunge. Per la direttrice del Polo museale «l’intento che vogliamo raggiungere è quello di continuare a creare le migliori condizioni affinché si possano aumentare i visitatori nell’isola e sui nostri siti di interesse storico e archeologico, presentando percorsi culturali che riescano a portare la Sardegna fuori dai suoi confini, perché l’isola ha bisogno di essere esportata e fatta conoscere al resto d’Italia e nel mondo».

Tra gli appuntamenti clou dell’Expo il convegno intitolato “Conservazione e valorizzazione di Siti Unesco nelle isole del Mediterraneo. Casi di studio nazionali ed internazionali”. I lavori, ai quali parteciperanno importanti ospiti ed esperti di settore, permetteranno di effettuare un confronto al livello nazionale e internazionale sulla conservazione, il restauro e la valorizzazione dei beni culturali riconosciuti come patrimonio mondiale dell’umanità.

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