La Nuova Sardegna

Riapre i battenti il museo Gramsci

di Maria Antonietta Cossu
Riapre i battenti il museo Gramsci

Festival internazionale nella Casa dal 12 al 14 dicembre

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GHILARZA. Il museo di Antonio Gramsci aprirà nuovamente le porte in concomitanza con la prima edizione dell’International Gramsci Festival, un evento concepito per fare breccia in un pubblico più vasto ed eterogeneo rispetto alla tradizionale platea di estimatori e cultori dell’insigne personalità sarda. L’evento organizzato dalla Fondazione Casa Museo Gramsci di Ghilarza per il 12,13 e 14 dicembre segnerà l’inizio di un nuovo corso per Casa Gramsci, destinata a diventare un polo per la divulgazione, l’approfondimento e la comprensione dell’eredità culturale lasciata ai posteri dalla figura più carismatica e autorevole a cui la Sardegna abbia dato i Natali.

La metamorfosi si compirà senza stravolgere i tratti distintivi dell’epicentro del pensiero gramsciano ma proietterà il monumento nazionale verso orizzonti più lontani. La prima fase di questo progetto modulare ha comportato un intervento di adeguamento del centro espositivo e di documentazione agli standard internazionali. L’opera di riqualificazione si è conclusa di recente ma non si esaurirà con la riapertura al pubblico prevista giovedì.

«Vorremmo che Gramsci rappresentasse per Ghilarza ciò che Mozart è stato per Salisburgo. Magari su più piccola scala, ma non mettiamo limiti alla Provvidenza e auguriamoci di proseguire su questa strada» ha dichiarato Giorgio Macciotta citando Gianni Francioni. Nell’incontro che si è tenuto ieri nella Torre Aragonese il presidente della Fondazione Casa Museo Gramsci di Ghilarza ha introdotto al progetto del polo museale.

Entrambe le iniziative rientrano in un percorso più ampio sui paesaggi culturali. «Un tema che associa elementi fisici e immateriali del territorio nel quale si inserisce un festival che alterna occasioni di riflessione a mostre, proiezioni e momenti di festa» ha spiegato il direttore del museo Paolo Piquereddu. L’intento è di seminare perché Gramsci sia considerato patrimonio di tutti. «L’amministrazione comunale ha manifestato sin dall’inizio la volontà di dare risalto a questa figura affinché tutti se ne potessero appropriare» ha sottolineato il sindaco Alessandro Defrassu.

Il sipario si alzerà il 12 dicembre alle 17 con un incontro di presentazione nella Torre Aragonese, prologo della cerimonia di riapertura del museo in programma mezz’ora più tardi nello storico “Civico 57”. Il piano superiore si presenterà con l’allestimento classico, mentre il pianterreno ospiterà una serie di mostre temporanee. Le prime sono dedicate alla famiglia Schucht, un racconto fotografico curato da Antonio Gramsci junior, e alle illustrazioni dell’artista Agostino Iacurci che rimandano alla caratura internazionale del Gramsci letterato, filosofo e politico. Il comune denominatore dell’International Gramsci Festival resta il tema del carcere, che sarà scandagliato attraverso una disamina degli aspetti costituzionali, della condizione di restrizione che lo stesso Gramsci subì per anni. Punto di forza del programma sono le testimonianze dirette di chi ha vissuto in una cella. Come l’autore irlandese Sam Miller, ex attivista dell’Ira che venerdì alle 17, nella Torre Aragonese, dialogherà con lo scrittore Seba Pezzani. Seguirà l’ intervento del presidente emerito della Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick, che terrà una conferenza dal titolo “Costituzione e carcere: dalla riforma promessa alla controriforma realizzata”.

La mattina seguente, nella fortezza spagnola, è prevista una lettura comparata tra le lettere dal carcere di Nelson Mandela e quelle di Gramsci, appuntamento patrocinato dall’ambasciata del Sud Africa in Italia. Un altro racconto dell’esperienza in prigione arriverà dalla viva voce di Sebastiano Prino. Lo scrittore detenuto dialogherà con sociologi e giornalisti nell’auditorium comunale a partire dalle 17. La tre giorni proporrà, inoltre, mostre fotografiche all’aperto, l’allestimento di vetrine con le riproduzioni di frammenti di lettere dal carcere.

La paternità dell’Igf è della Fondazione Casa Museo di Antonio Gramsci, con cui hanno collaborato l’Associazione per Antonio Gramsci di Ghilarza, l’associazione Casa Natale di Ales, i sodalizi locali Onnigaza e Orgono, l’Unione del Guilcier, l’Istituto Gramsci di Roma e l’International Gramsci Society.

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