La Nuova Sardegna

Babel Festival, spazio alle culture minoritarie

di Sabrina Zedda
Babel Festival, spazio alle culture minoritarie

Sale sempre piene: bilancio positivo della rassegna che si è appena conclusa all’ex Manifattura

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. E’ il regista polacco Pawel Wysoczaski con il suo “We will be happy one day” il vincitore per il miglior lungometraggio del Babel film festival, il concorso internazionale dedicato alle produzioni cinematografiche nelle lingue minoritarie che si è chiuso sabato nell’Ex Manifattura tabacchi. La storia di Daniel, che per cercare di fuggire dalla povertà inizia a girare un film con il suo cellulare, ha convinto la giuria guidata dalla regista Fiorella Infascelli e formata anche dal regista Marco Antonio Pani, dalla regista di animazione Michela Anedda, dal segretario generale di Elen (European Language Equality Network) Davyth Hicks, dal direttore della fotografia Mario Brenta, dalla regista del Quebec orientale, Crystal Dawn Jerme, e dal produttore Daniele Maggioni. «Il film – ha scritto la giuria nelle motivazioni al premio – è un ritratto della condizione giovanile, costretta a crescere in un mondo culturalmente sconvolto da scelte politiche ed economiche scellerate, ma che sa trovare in sé la forza di voler fare a tutti i costi e di non subire».

Un ex aequo invece ha distinto la categoria documentari: sono stati premiati “Diario guaranì”, di Marcelo Martinessi (nelle lingue guaranì/spagnolo) e “Jainkoak ez dit barkatzen” di Josu Martinez (in lingua basca). Il premio al miglior cortometraggio è andato invece a “In our synagogue”, un lavoro in yiddish che porta la firma di Ivan Orlenko. Rimanendo in tema corti, due menzioni speciali sono ad “Antolina”, di Aguero Miguel Ángel (lingua guaranì) e “Nori Nori Nork”, di Estilabiz Urresola (girato in lingua basca).

La sesta edizione del festival, promosso dalla Società Umanitaria – Cineteca Sarda di Cagliari e dall’Associazione Babel, per la direzione artistica di Antonello Zanda, Tore Cubeddu e Paolo Carboni, si chiude ancora una volta nel segno di produzioni di altissimo livello, con film che vedono alla regia personaggi con già un solido bagaglio alle spalle.

«In questi anni di lavoro abbiamo cercato di portare la Sardegna al centro del dibattito sui diritti linguistici in Europa – dice Tore Cubeddu – Possiamo dire di avercela fatta perché siamo riusciti a entrare in un contesto in cui non siamo più degli outsider ma dei protagonisti. Un risultato decisamente positivo”.

A premiare il festival è certamente stata la preziosa sinergia con istituzioni come la Fondazione Sardegna film commission o il network Elen. Ma non soltanto: «Siamo forti del progetto Ketzeboghes, pensato per portare le produzioni degli autori sardi nelle scuole – va avanti Cubeddu – e siamo orgogliosi anche delle masterclass con i grandi protagonisti».

Insomma, con quel suo rivolgersi alle lingue minoritarie ma saper parlare anche a tutto il mondo Babel è diventato grande. «Durante la settimana di programmazione abbiamo avuto la sala sempre piena e per ospiti autori di altissimo livello – conclude Tore Cabiddu – Non è scontato per un festival ha un suo progetto molto preciso e che certamente non è di massa».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative