Drammaturgia, il “Cubeddu” va a Giancarlo Tusceri
Lo scrittore maddalenino premiato per l’adattamento di “Edera”
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SASSARI. Vola in Gallura il concorso di drammaturgia sarda “Giampiero Cubeddu” e il grande regista e operatore culturale sardo al quale è dedicato sarebbe stato certamente contento della scelta di attribuire allo scrittore, drammaturgo e giornalista maddalenino Giancarlo Tusceri il primo premio di questa sesta edizione. Tusceri ha vinto con “Edera”, un’affascinante trasposizione drammatica in lingua gallurese dell’omonimo romanzo di Grazia Deledda. La giuria composta dal professor Luciano Cicu, dalla studiosa di linguistica sarda Clara Farina, dal giornalista e drammaturgo Cosimo Filigheddu, dal giornalista e scrittore Gianni Garrucciu, dall’attore Mario Lubino e dal professor Giuseppe Serpillo ha ritenuto che la storia d’amore e di morte ambientata dalla scrittrice in una famiglia aristocratica sarda degli anni Venti, sia stata adattata a una forma letteraria diversa ed estremamente complessa pur rispettando lo spirito e il carattere dei personaggi, dimostrando una capacità compiuta di scrittura teatrale e di conoscenza professionale del linguaggio scenico.
In effetti Giancarlo Tusceri – tra l’altro una firma storica della Nuova Sardegna – oltre che autore di opere letterarie e libri di storia, è un appassionato cultore di teatro. Con il collettivo Elicriso ha scritto e curato la regia di numerose opere in italiano e in gallurese.
I vincitori del premio istituito e curato dalla Compagnia Teatro Sassari con il patrocinio della Regione e del Comune di Sassari e in collaborazione con il Rotary Club Sassari e il Premio Ozieri, sono stati annunciati durante una cerimonia al Teatro Civico.
Secondo premio a “Viddriga” (“Matrigna”), opera in italiano, sassarese e sardo di Alessandro Pulina, di cui la giuria ha apprezzato l’interessante intreccio narrativo e il ritmo serrato dei dialoghi. Al terzo posto “Maria la trappera e la famiria allarghada”, di Angelo Andrea Sanna, farsa sassarese che propone la classica dinamica corale del “patiu”.
L’autorevole premio ancora una volta ha svolto la sua duplice funzione: diffondere la passione per la drammaturgia e ricordare la figura di Giampiero Cubeddu, scomparso nel 2007, uno dei più significativi esponenti del teatro sardo e tra l’altro “padre” della Compagnia Teatro Sassari, tra le più stimate in Sardegna e apprezzata a livello nazionale.
Cubeddu e la Compagnia Teatro Sassari hanno fatto nascere un vero teatro popolare che attraverso lo strumento delle lingue svolge un prezioso lavoro di scoperta e diffusione delle identità sarde: in particolare di quella sassarese, che Cubeddu ha sottratto agli stereotipi della “cionfra” per rivelare una cultura articolata e profonda. Cubeddu ha riempito i teatri di spettatori con le commedie in sassarese, con le reinterpretazioni della drammaturgia di etnie italiane e straniere, ma anche con altre raffinate operazioni che toccavano ogni campo della teatralità, compreso quello musicale.
In effetti Giancarlo Tusceri – tra l’altro una firma storica della Nuova Sardegna – oltre che autore di opere letterarie e libri di storia, è un appassionato cultore di teatro. Con il collettivo Elicriso ha scritto e curato la regia di numerose opere in italiano e in gallurese.
I vincitori del premio istituito e curato dalla Compagnia Teatro Sassari con il patrocinio della Regione e del Comune di Sassari e in collaborazione con il Rotary Club Sassari e il Premio Ozieri, sono stati annunciati durante una cerimonia al Teatro Civico.
Secondo premio a “Viddriga” (“Matrigna”), opera in italiano, sassarese e sardo di Alessandro Pulina, di cui la giuria ha apprezzato l’interessante intreccio narrativo e il ritmo serrato dei dialoghi. Al terzo posto “Maria la trappera e la famiria allarghada”, di Angelo Andrea Sanna, farsa sassarese che propone la classica dinamica corale del “patiu”.
L’autorevole premio ancora una volta ha svolto la sua duplice funzione: diffondere la passione per la drammaturgia e ricordare la figura di Giampiero Cubeddu, scomparso nel 2007, uno dei più significativi esponenti del teatro sardo e tra l’altro “padre” della Compagnia Teatro Sassari, tra le più stimate in Sardegna e apprezzata a livello nazionale.
Cubeddu e la Compagnia Teatro Sassari hanno fatto nascere un vero teatro popolare che attraverso lo strumento delle lingue svolge un prezioso lavoro di scoperta e diffusione delle identità sarde: in particolare di quella sassarese, che Cubeddu ha sottratto agli stereotipi della “cionfra” per rivelare una cultura articolata e profonda. Cubeddu ha riempito i teatri di spettatori con le commedie in sassarese, con le reinterpretazioni della drammaturgia di etnie italiane e straniere, ma anche con altre raffinate operazioni che toccavano ogni campo della teatralità, compreso quello musicale.
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