è morta a 73 anni
Addio a Sue Lyon, la Lolita del film di Stanley Kubrick
ROMA. Addio all’attrice statunitense Sue Lyon, la ninfetta protagonista di “Lolita” (1962), il film del regista Stanley Kubrick tratto dall’omonimo romanzo di Vladimir Nabokov, storia della...
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ROMA. Addio all’attrice statunitense Sue Lyon, la ninfetta protagonista di “Lolita” (1962), il film del regista Stanley Kubrick tratto dall’omonimo romanzo di Vladimir Nabokov, storia della scandalosa ossessione di un uomo maturo per una ragazza giovanissima, Dolores Haze. Per la sua recitazione accanto a James Mason e Shelley Winters ottenne una nomination all’Oscar e vinse il Golden Globe come migliore attrice esordiente.
Sue Lyon aveva 73 anni. Il decesso, come ha riferito il quotidiano New York Times, è avvenuto giovedì scorso a Los Angeles. Un’amica, Phil Syracopoulos, ha precisato che l’attrice era da tempo malata ma non ha fornito la causa esatta della morte.
Il corpo adolescente adagiato sul prato del giardino; il gesto pieno di grazia con cui si toglie gli occhiali da sole, scoprendo in tutto il suo splendore il volto angelico e conturbante; gli occhi ridenti, e quello sguardo intenso in cui convivono candore e malizia: l’entrata in scena di Dolores Haze, la Lolita del capolavoro di Kubrick è memorabile, una delle immagini consegnate alla storia del cinema. Il ruolo di Lolita trasformò Sue Lyon rapidamente in una promettente stellina di Hollywood, consentendole di interpretare altri ruoli di giovane tentatrice, piuttosto conturbante e audace per l’epoca, in film come “La notte dell’iguana” (1964) di John Huston, “Missione in Manciuria” (1966) di John Ford, “L’investigatore” (1967) di Gordon Douglas e “Carta che vince, carta che perde” (1967) di Irvin Kershner. Tuttavia alla fine degli anni ’60 e superata l'adolescenza, il successo si affievolì e il cinema rapidamente dimenticò Sue Lyon.
Sue Lyon aveva 73 anni. Il decesso, come ha riferito il quotidiano New York Times, è avvenuto giovedì scorso a Los Angeles. Un’amica, Phil Syracopoulos, ha precisato che l’attrice era da tempo malata ma non ha fornito la causa esatta della morte.
Il corpo adolescente adagiato sul prato del giardino; il gesto pieno di grazia con cui si toglie gli occhiali da sole, scoprendo in tutto il suo splendore il volto angelico e conturbante; gli occhi ridenti, e quello sguardo intenso in cui convivono candore e malizia: l’entrata in scena di Dolores Haze, la Lolita del capolavoro di Kubrick è memorabile, una delle immagini consegnate alla storia del cinema. Il ruolo di Lolita trasformò Sue Lyon rapidamente in una promettente stellina di Hollywood, consentendole di interpretare altri ruoli di giovane tentatrice, piuttosto conturbante e audace per l’epoca, in film come “La notte dell’iguana” (1964) di John Huston, “Missione in Manciuria” (1966) di John Ford, “L’investigatore” (1967) di Gordon Douglas e “Carta che vince, carta che perde” (1967) di Irvin Kershner. Tuttavia alla fine degli anni ’60 e superata l'adolescenza, il successo si affievolì e il cinema rapidamente dimenticò Sue Lyon.
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