La Nuova Sardegna

“Coppelia”, l’alchimia di una passione tragica

Monica De Murtas

Lo spettacolo di Amodio da Hoffman apre stasera la stagione di danza Cedac con Anbeta Toromani e Alessandro Macario della compagnia di Daniele Cipriani 

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SASSARI. Quattro prime regionali per la nuova stagione di danza organizzata da Cedac che prende il via stasera al Comunale con la favola nera “Coppelia”. Tra ricerche alchemiche e passioni malate la storia della bambola meccanica ispirata al racconto di Hoffmann “Der Sandmann” (1816) riprende vita nell'originale balletto in due atti firmato dal coreografo Amedeo Amodio. Sul palco Anbeta Toromani e Alessandro Macario nei ruoli dei protagonisti insieme ai solisti e al corpo di ballo della compagnia di Daniele Cipriani. L’inedita “rilettura” del capolavoro della storia del balletto su musiche di Léo Delibes è interpretata in questa produzione da alcuni inserti curati da Giuseppe Calì, dalle fantasiose scenografie di Emanuele Luzzati e Luca Antonucci e dai raffinati costumi di Luisa Spinatelli. A restituire le atmosfere grottesche di una vicenda che si tinge di pathos e follia anche il disegno luci di Marco Policastro.

“Der Sandmann” racconta del giovane Nataniele che nella sua infanzia subì il forte influsso di una storia, narratagli in parte dalla madre e in parte dalla governante, secondo la quale un oscuro personaggio, il Sandmann, getta sabbia negli occhi dei bambini che non vogliono dormire fino a quando gli occhi stessi, sanguinanti, escono fuori dalle occhiaie ed egli li porta sulla mezzaluna, in pasto ai figli che li mangiano con i loro becchi a punta. Da studente universitario, Nataniele va a vivere in una città italiana dove uno scienziato ha costruito una bambola meccanica chiamata Olimpia. Il giovane se ne innamora scambiandola per una donna. Quando si accorge che Olimpia è un automa al quale lo scienziato ha tolto temporaneamente gli occhi per ripararli, Nataniele impazzisce.

«Ciò che maggiormente mi ha affascinato – spiega Amodio – nel racconto di Hoffmann è la complessità della percezione risolta in termini di immagini frammentarie». Ispirato da questa visione il coreografo sceglie per il suo lavoro un'ambientazione cinematografica dove ricordi e fantasie diventano spezzoni di un film.

La stagione di danza proseguirà giovedì 13 febbraio con Il Ballet du Grand Théâtre de Genève che mette in scena i “Carmina Burana” di Carl Orff per la coreografia di Claude Brumachon. L'energia esplosiva del gesto e il ritmo incalzante sono gli ingredienti di un progetto di grande impatto scenico. Un sogno d'amore realizzato è invece il tema della sempreverde “Cenerentola” che sarà in scena venerdì 20 marzo al comunale per la regia e coreografia di Ji

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