La Nuova Sardegna

Studio Ghibli, un lungo viaggio nella fantasia

di Fabio Canessa
Studio Ghibli, un lungo viaggio nella fantasia

Il canale di film in streaming propone ora anche i grandi capolavori dell’animazione firmati da Miyazaki e Takahata

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Un lungo viaggio nella fantasia, nella magia e nelle emozioni che soltanto la grande animazione riesce a trasmettere. I film dello Studio Ghibli arrivano su Netflix. Ventuno dei ventidue lungometraggi prodotti in 35 anni. Nel catalogo manca soltanto “Una tomba per le lucciole”. Peccato, uno di quelli imprescindibili. Gli altri però ci sono tutti: i capolavori di Hayao Miyazaki e Isao Takahata (tranne appunto il citato struggente racconto di due orfani durante la guerra), ma anche i lavori diretti dai loro allievi Yoshifumi Kondo, Hiromasa Yonebayashi, Tomomi Mochizuki, Hiroyuki Morita e Goro Miyazaki (figlio del grande maestro).

Una bella occasione per i sempre più numerosi abbonati della piattaforma leader per le visioni in streaming di godere di alcune delle più grandi opere d’animazione della storia del cinema. Da inizio febbraio sono già disponibili i primi sette titoli. Quattro quelli firmati da Miyazaki, compreso “Il mio vicino Totoro” uscito in Giappone nel 1988 che è diventato il simbolo dello Studio Ghibli. Un capolavoro che ogni volta regala emozioni, quelle che vivono le protagoniste Satsuki e Mei, sorelle di undici e quattro anni. Rivederlo permette poi di cogliere e apprezzare meglio particolari che rendono speciale questo film, per esempio la descrizione del paesaggio: quadri di vita di campagna catturata con la diversa luce del sole che varia dal pieno giorno al tramonto. Ci sono poi “Laputa – Il castello del cielo”, straordinaria avventura che rappresenta un esempio perfetto della cura del dinamismo dell’azione sempre portata avanti dal maestro giapponese, “Kiki – Consegne a domicilio” con la sua dolcezza, e il meraviglioso “Porco Rosso” ambientato in Italia durante il Fascismo.

Di Takahata, invece, si può già vedere un lavoro che non ha la stessa fama di altri dello Studio Ghibli ma di sicuro rientra tra i più belli in assoluto: “Pioggia di ricordi”. Realistico, intimista, rivolto decisamente agli adulti (non a caso la protagonista è una donna di 27 anni). A completare le novità ghibliane del mese, “Si sente il mare” di Tomomi Mochizuki e “I racconti di Terramare” di Goro Miyazaki. Dal 1° marzo è previsto lo sbarco su Netflix di altri sette lungometraggi dello Studio Gibli. A cominciare da quello che nel 1984 ne anticipa la nascita: “Nausicaa della valle del vento” di Hayao Miyazaki. Film basato sui primi capitoli di un manga dello stesso autore, contiene già tanti degli elementi che caratterizzeranno tutto il cinema successivo: il rispetto per la natura, l’antimilitarismo, il pacifismo, la convivenza tra culture diverse. Basta pensare a uno dei suoi film più complessi, l’epico “Principessa Mononoke” in arrivo sulla piattaforma sempre a marzo così come il lungometraggio che probabilmente è il suo lavoro più conosciuto al mondo: “La città incantata”, Orso d’Oro alla Berlinale e Premio Oscar.

In catalogo da marzo anche altri due lavori del compianto Takahata: il geniale, divertente “I miei vicini Yamada” e il poetico, affascinante “La storia della principessa splendente”. E ancora “La ricompensa del gatto” di Hiroyuki Morita e “Arrietty – Il mondo segreto sotto il pavimento” di Hiromasa Yonebayashi. Ad aprile, infine, previsto l’inserimento degli altri sette film: “Il castello errante di Howl”, “Ponyo sulla scogliera” e “Si alza il vento” per completare la filmografia di Hayao Miyazaki. Il manifesto ecologista di Takahata “Pom Poko”, “I sospiri del mio cuore” di Yoshifumi Kondo, “La collina dei papaveri” di Goro Miyazaki e “Quando c’era Marnie” di Hiromasa Yonebayashi, uscito nel 2014 e ultimo film dello Studio Ghibli. Speriamo soltanto per il momento, aspettando il prossimo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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