Raffaello a roma
Sul “Leone X” Si dimette il comitato scientifico
FIRENZE. Fa già discutere la grande mostra su Raffaello in programma alle Scuderie del Quirinale dal 5 marzo al 2 giugno. Il comitato scientifico degli Uffizi si è dimesso in blocco, in polemica con...
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FIRENZE. Fa già discutere la grande mostra su Raffaello in programma alle Scuderie del Quirinale dal 5 marzo al 2 giugno. Il comitato scientifico degli Uffizi si è dimesso in blocco, in polemica con il prestito a Roma del ritratto di Leone X che era stato giudicato inamovibile. Il direttore del museo fiorentino Schmidt però difende la scelta: «La mostra non poteva fare a meno del Leone X, un capolavoro che tra l’altro è in ottima salute e può viaggiare a Roma dopo essere stato restaurato dagli specialisti dell’opificio delle Pietre Dure. Rivendico pienamente il patriottismo di questa decisione, in difformità con quanto suggerito dal comitato consultivo delle Gallerie degli Uffizi: la grande mostra su Raffaello, un evento culturale epocale, sarà uno dei grandi motivi di orgoglio dell’Italia nel mondo intero».
«Il direttore fa quello che vuole ed è sovrano. Il Comitato Scientifico è un organo consultivo. Ma fra essere consultivi ed essere completamente inutili c’è una certa differenza. Quando vengono approvate delle liste alle quali si deroga senza nessuna motivazione, è evidente che la funzione del Comitato sia vanificata». Lo spiega lo storico dell’arte Tomaso Montanari motivando così la decisione del Comitato Scientifico, composto anche da Donata Levi, Fabrizio Moretti e Claudio Pizzorusso, di dimettersi per protesta contro la decisione del direttore Eike Schmidt. «Il comitato – spiega Montanari – ha lavorato su richiesta del direttore Schmidt alla realizzazione di liste di opere che non si possono muovere dagli Uffizi per ragioni di identità del museo. Liste “piccole” che, con la sua approvazione, vengono definite vincolanti in modo assoluto e che comprendono solo poche opere sulle decine degli Uffizi. Ad ottobre del 2019 abbiamo approvato una prima lista, fatta dal direttore precedente Natali, ma portata al comitato dal direttore Schmidt. L’abbiamo approvata con una formula che non lascia nessuno spazio, dicendo che sono inamovibili. Abbiamo posto un problema generale e cioè a cosa servono i Comitati scientifici. Sono sostanzialmente degli orpelli che potrebbero essere cancellati. Siccome abbiamo tutti molte cose da fare è inutile perdere tempo» conclude Montanari.
«Il direttore fa quello che vuole ed è sovrano. Il Comitato Scientifico è un organo consultivo. Ma fra essere consultivi ed essere completamente inutili c’è una certa differenza. Quando vengono approvate delle liste alle quali si deroga senza nessuna motivazione, è evidente che la funzione del Comitato sia vanificata». Lo spiega lo storico dell’arte Tomaso Montanari motivando così la decisione del Comitato Scientifico, composto anche da Donata Levi, Fabrizio Moretti e Claudio Pizzorusso, di dimettersi per protesta contro la decisione del direttore Eike Schmidt. «Il comitato – spiega Montanari – ha lavorato su richiesta del direttore Schmidt alla realizzazione di liste di opere che non si possono muovere dagli Uffizi per ragioni di identità del museo. Liste “piccole” che, con la sua approvazione, vengono definite vincolanti in modo assoluto e che comprendono solo poche opere sulle decine degli Uffizi. Ad ottobre del 2019 abbiamo approvato una prima lista, fatta dal direttore precedente Natali, ma portata al comitato dal direttore Schmidt. L’abbiamo approvata con una formula che non lascia nessuno spazio, dicendo che sono inamovibili. Abbiamo posto un problema generale e cioè a cosa servono i Comitati scientifici. Sono sostanzialmente degli orpelli che potrebbero essere cancellati. Siccome abbiamo tutti molte cose da fare è inutile perdere tempo» conclude Montanari.
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