“Il ragazzo italiano”? Siamo noi
di Antonio Calabrò
Percorsi di lettura: dall’esordio di Ferrari all’epopea popolare di Fontana
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Fare i conti con la nostra storia recente. Usando strumenti più affilati e coinvolgenti di quelli dell’analisi storica e politica e della sociologia. La letteratura, cioè. Con pagine redatte tra invenzione e autobiografia. E con l’intenzione di arrivare così al cuore più profondo degli avvenimenti e dei personaggi su cui si costruisce la contrastata e molteplice “identità italiana”.
In questa dimensione si muove, con felicità di scrittura, Gian Arturo Ferrari in “Ragazzo italiano”, Feltrinelli, 77 capitoli divisi in tre parti per raccontare d’un bambino che diventa ragazzo, tra l’immaginaria Zanegrate nella ruvida provincia lombarda, le affettuose colline emiliane della casa della nonna materna e la scoperta dell’adolescenza nella Milano del boom economico. Prima impresa letteraria, per uno dei protagonisti dell’editoria italiana (Ferrari è stato a lungo ai vertici della Mondadori). Ed esordio già carico di matura capacità di racconto. Ci sono le dimensioni psicologiche tormentate, nei rapporti familiari, soprattutto con un padre quasi sempre incupito. E la felicità della scoperta di “esistere” non più solo come figlio, conquistando autonomia da persona. La chiave della liberazione è il rapporto con i libri, la letteratura, la scrittura. Intrecciata alle questioni private c’è l’evoluzione della vicenda italiana, con le passioni politiche, i controversi aspetti della modernità. Si finisce alle soglie del Sessantotto, con la crociera d’un gruppo di studenti colti e brillanti, in Grecia, per scoprire la bellezza dei luoghi e la delicatezza dell’innamorarsi. Così, si diventa adulti.
Epopea popolare, romanzo corale, racconto rabbioso e dolcissimo d’una lunga stagione di dolore e tentativi di riscatto, dalla condizione di “vinti” a quella di pur marginali costruttori d’un destino migliore. In “Prima di noi” Giorgio Fontana, per Sellerio, costruisce uno straordinario racconto che percorre tutto il Novecento, ricordando il grande romanzo nazionale (“Il mulino del Po” di Riccardo Bacchelli ne è riferimento essenziale) e dando dignità di personaggi esemplari a Maurizio Sartori (disertore nella Grande Guerra, poi contadino ribelle e impaurito), alla forte e amorosa moglie Nadia sino ai giorni d’oggi. Dal Friuli povero e contadino alla Milano contemporanea. Storie dentro la Grande Storia, tra fatiche e scarne speranze.
Il racconto familiare segna anche “Noi” di Paolo Di Stefano, Bompiani. Memorie d’un secolo, partendo da Avola, in Sicilia, con un nonno allevatore di pecore e cacciatore di donne e continuando con le storie d’un padre che emigra in provincia di Milano e poi in Svizzera. Società in trasformazione. Cambiamenti e conflitti. Vissuti anche cercando di regolare i conti con un grande dolore, la morte d’un fratello. Mai semplici, le vite di chi vuole sapere e capire.
In questa dimensione si muove, con felicità di scrittura, Gian Arturo Ferrari in “Ragazzo italiano”, Feltrinelli, 77 capitoli divisi in tre parti per raccontare d’un bambino che diventa ragazzo, tra l’immaginaria Zanegrate nella ruvida provincia lombarda, le affettuose colline emiliane della casa della nonna materna e la scoperta dell’adolescenza nella Milano del boom economico. Prima impresa letteraria, per uno dei protagonisti dell’editoria italiana (Ferrari è stato a lungo ai vertici della Mondadori). Ed esordio già carico di matura capacità di racconto. Ci sono le dimensioni psicologiche tormentate, nei rapporti familiari, soprattutto con un padre quasi sempre incupito. E la felicità della scoperta di “esistere” non più solo come figlio, conquistando autonomia da persona. La chiave della liberazione è il rapporto con i libri, la letteratura, la scrittura. Intrecciata alle questioni private c’è l’evoluzione della vicenda italiana, con le passioni politiche, i controversi aspetti della modernità. Si finisce alle soglie del Sessantotto, con la crociera d’un gruppo di studenti colti e brillanti, in Grecia, per scoprire la bellezza dei luoghi e la delicatezza dell’innamorarsi. Così, si diventa adulti.
Epopea popolare, romanzo corale, racconto rabbioso e dolcissimo d’una lunga stagione di dolore e tentativi di riscatto, dalla condizione di “vinti” a quella di pur marginali costruttori d’un destino migliore. In “Prima di noi” Giorgio Fontana, per Sellerio, costruisce uno straordinario racconto che percorre tutto il Novecento, ricordando il grande romanzo nazionale (“Il mulino del Po” di Riccardo Bacchelli ne è riferimento essenziale) e dando dignità di personaggi esemplari a Maurizio Sartori (disertore nella Grande Guerra, poi contadino ribelle e impaurito), alla forte e amorosa moglie Nadia sino ai giorni d’oggi. Dal Friuli povero e contadino alla Milano contemporanea. Storie dentro la Grande Storia, tra fatiche e scarne speranze.
Il racconto familiare segna anche “Noi” di Paolo Di Stefano, Bompiani. Memorie d’un secolo, partendo da Avola, in Sicilia, con un nonno allevatore di pecore e cacciatore di donne e continuando con le storie d’un padre che emigra in provincia di Milano e poi in Svizzera. Società in trasformazione. Cambiamenti e conflitti. Vissuti anche cercando di regolare i conti con un grande dolore, la morte d’un fratello. Mai semplici, le vite di chi vuole sapere e capire.
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