La Nuova Sardegna

Adesso il mosaico è virtuale

di Gabriella Grimaldi
Adesso il mosaico è virtuale

Per quest’anno il Simposio nato a Ploaghe si trasferisce sul web

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SASSARI. Il bisogno di creatività non potrà mai essere rinchiuso. Così anche quest’anno l’arte figurativa trova il suo punto fermo nel Simposio Internazionale di Mosaico, il quinto in Sardegna, stavolta rigorosamente virtuale. Scadono domani infatti i termini per l’iscrizione a quello che ormai sta diventando un evento di stampo internazionale creato nel 2016 dall’associazione Sardinia Contemporary Mosaic, con sede a Ploaghe dove fisicamente si sono svolti i simposi precedenti e ai quali hanno partecipato decine di artiste (sono infatti esclusivamente donne) provenienti da tutto il mondo.

«Diciamo che la sede è sempre stata Ploaghe perché lì è nato tutto – spiega l’organizzatrice Antonia Masala – ma l’idea è quella di espanderci almeno a tutta l’isola». Per il momento, vista la particolare situazione, il processo di “globalizzazione” comincerà sul web. Il Simposio durerà due settimane e vedrà la partecipazione di oltre 40 artiste internazionali in due distinte sessioni. La prima prenderà il via il 13 aprile e durerà 12 giorni lavorativi durante i quali le artiste dovranno realizzare la loro opera, un mosaico di dimensioni minime di 30 centimetri per 40. Le partecipanti, dice il regolamento, si impegnano a inviare, ogni due, tre giorni dettagli dell’opera in fase di realizzazione. Una volta terminato, un’immagine del lavoro sarà inviata alla pagina facebook e il mosaico sarà “esposto” sul web assieme a tutti gli altri.

Lo stesso avverrà nella seconda sessione che prenderà il via a maggio in una data ancora da stabilire. Alla prima sessione sono ammesse di diritto le artiste che hanno partecipato al primo (2016) e al terzo simposio (2018) mentre la seconda sessione vedrà la partecipazione delle artiste che avevano animato gli appuntamenti del 2017 e del 2019. «Quest’anno però, assieme al maestro del mosaico Giulio Menossi che fa parte di questa avventura sin dalla nascita, abbiamo deciso di aprire il simposio a chiunque voglia partecipare. Basterà mandare in anteprima qualche esempio di opere realizzate in precedenza».

Il tema, e titolo, del simposio è come sempre suggestivo: T(Essere) Liberi, omaggio a Giordano Bruno. Un doppio inno, dunque, da un lato alla libertà e alla sua doverosa e costante ricerca da parte di donne e uomini che vivono in questa terra e un inevitabile riferimento alla sua mancanza in questo momento in cui tutti dobbiamo fermarci e confrontarci con i nostri limiti, le nostre debolezze ma anche scoprire potenzialità inespresse fino a oggi nella vita “normale”. Ed è qui che entrano in gioco le tessere del titolo, quelle che danno vita al mosaico, una forma espressiva di grandissimo valore che trova spazio in capolavori realizzati nei millenni. Se ne trova traccia fin dalla cultura dei Sumeri e ha attraversato via via varie epoche e vari luoghi, dall’antica Grecia all’Impero Romano. Oggi le massime espressioni classiche di questa forma d’arte si trovano a Ravenna, la capitale mondiale del mosaico, dove in varie basiliche e monasteri si possono ammirare splendidi mosaici di epoca bizantina e poi a Istanbul nella moschea di Santa Sofia. Ancora oggi il mosaico è realizzato con grandi risultati in cinque continenti soprattutto dalle donne. Ecco perché gli organizzatori del Simposio, visto il successo delle edizioni precedenti puntano a “esportare” le opere realizzate in qualche sede espositiva di prestigio, come ad esempio il Masedu a Sassari.

Per iscriversi è sufficiente collegarsi alla pagina facebook Sardinia Contemporary Mosaic and Art o chiedere informazioni all’indirizzo sardinia.mosaic@gmail.com.

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