Tivùsat, prove tecniche verso lo switch off
di Giovanni Dessole
Entro il 2022 la televisione italiana avrà la totale copertura sul territorio e un’altissima definizione delle immagini
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SASSARI. «In questa fase di crisi nazionale la televisione gratuita in generale, e Tivùsat in particolare, esercitano un’importante funzione di utilità collettiva e pubblica: siamo infatti in grado di garantire alle persone il fondamentale accesso all’informazione e all’intrattenimento. E di mantenere il collegamento con il mondo». Così Luca Balestrieri, consigliere delegato di Tivù srl, società partecipata Rai, Mediaset, Telecom Italia, Associazione tv locali e Aeranti Corallo che gestisce la piattaforma satellitare Tivùsat. Dopo il passaggio da analogico al digitale del 2012, la fruizione del mezzo televisivo si appresta a vivere ora una ulteriore trasformazione a livello tecnologico, una ristrutturazione delle reti digitali terrestri. Si partirà a settembre 2021 con switch off entro il 2022. Sarà l’era del Digital broadcasting 2.0. Aumenteranno in maniera rilevante qualità sonora e visiva. Nella prima fase non saranno utilizzabili i televisori più vecchi – quelli che già oggi non supportano l'hd – posto che molti sono già dotati della tecnologica necessaria. Alla fine di questa fase di transizione un maggior numero di tv dovranno essere adeguate al nuovo standard trasmissivo (Dvb-T2), con un decoder che consenta di fare il salto o l’acquisto di un apparecchio nuovo. La distribuzione satellitare è soluzione digitale che mette immediatamente a disposizione l’offerta dei broadcast a elevati standard qualitativi.
Vantaggi? «Ovunque ci si trovi il satellite garantisce la stessa omogenea copertura con ottima qualità: la parabola guarda verso l’alto e riceve al centro di Milano a Villasimius e a Sassari – prosegue –. La copertura del territorio è il 100% e non ci sono differenziazioni nemmeno in termini di offerta». Offerta che a oggi su Tivùsat conta di 150 canali televisivi e radio di cui 52 in alta definizione e 7 in ultra alta definizione 4K.
Per vedere Tivùsat servono una parabola e una “cam” satellitare da inserire direttamente nel televisore che, se già evoluto, ha il sintonizzatore satellitare al suo interno. Un piccolo investimento che mette al riparo da eventuali complicazioni. In Sardegna il passaggio al digitale 2.0 avverrà fra il 1 gennaio 2022 e il 31 marzo 2022. Qualche numero, dati aggiornati allo scorso 9 aprile 2020: la presenza Tivùsat in Sardegna conta 89.388 utenti nominativi (famiglie) per un totale 131.580 smart card attive, considerato che una famiglia avendo più televisori può aver attivato più di una carta. Sull’isola il rapporto Istat tra utenti e famiglie dice che il 12% ha Tivùsat in casa; quello fra utenti unici e numero di famiglie sul territorio per provincia è pari all'8% di Cagliari, al 9% del Medio Campidano, al 10% di Sassari, all'11% di Carbonia/Iglesias, al 12% di Oristano, al 17% dell'Ogliastra e al 25% di Olbia/Tempio. La media sarda è di circa il 12%. «Siamo molto soddisfatti di questi risultati che confermano quelli nazionali – continua Balestrieri –. Mi permetto di dare ancora un ultimo dato, quello Auditel: 2milioni350mila famiglie in tutta Italia hanno nella dimora abituale Tivùsat, pari a circa 6milioni di individui».
Superare il gap derivato dai disagi di copertura, godere di elevati standard qualitativi, raggiungere chi abita in aree densamente rarefatte o chi, in piena quarantena, deve stare a casa e ha diritto di avere una finestra spalancata sulla vita della sua comunità, della sua Nazione. «Proprio in questo periodo è stato registrato un forte incremento del consumo di televisione gratuita e di internet. Crescite entrambe significative che contribuiscono a dare alla distribuzione satellitare, a Tivùsat un ruolo ancora più importante, non certo da gregario nel mix di piattaforme sul mercato dell'audio visivo – chiude Luca Balestrieri –. E proprio l’audio visivo gratuito avrà una funzione fondamentale in questo contesto perché nessuno può né deve rimanere indietro. Digitale terrestre, broadband (online) e satellite devono lavorare in modo sinergico e integrato per garantire non soltanto la gratuità ma anche uno standard tecnico e qualitativo superiori. Questa la sfida. Tivùsat ovviamente c’è, parte integrante di questo gioco di squadra fra piattaforme».
Vantaggi? «Ovunque ci si trovi il satellite garantisce la stessa omogenea copertura con ottima qualità: la parabola guarda verso l’alto e riceve al centro di Milano a Villasimius e a Sassari – prosegue –. La copertura del territorio è il 100% e non ci sono differenziazioni nemmeno in termini di offerta». Offerta che a oggi su Tivùsat conta di 150 canali televisivi e radio di cui 52 in alta definizione e 7 in ultra alta definizione 4K.
Per vedere Tivùsat servono una parabola e una “cam” satellitare da inserire direttamente nel televisore che, se già evoluto, ha il sintonizzatore satellitare al suo interno. Un piccolo investimento che mette al riparo da eventuali complicazioni. In Sardegna il passaggio al digitale 2.0 avverrà fra il 1 gennaio 2022 e il 31 marzo 2022. Qualche numero, dati aggiornati allo scorso 9 aprile 2020: la presenza Tivùsat in Sardegna conta 89.388 utenti nominativi (famiglie) per un totale 131.580 smart card attive, considerato che una famiglia avendo più televisori può aver attivato più di una carta. Sull’isola il rapporto Istat tra utenti e famiglie dice che il 12% ha Tivùsat in casa; quello fra utenti unici e numero di famiglie sul territorio per provincia è pari all'8% di Cagliari, al 9% del Medio Campidano, al 10% di Sassari, all'11% di Carbonia/Iglesias, al 12% di Oristano, al 17% dell'Ogliastra e al 25% di Olbia/Tempio. La media sarda è di circa il 12%. «Siamo molto soddisfatti di questi risultati che confermano quelli nazionali – continua Balestrieri –. Mi permetto di dare ancora un ultimo dato, quello Auditel: 2milioni350mila famiglie in tutta Italia hanno nella dimora abituale Tivùsat, pari a circa 6milioni di individui».
Superare il gap derivato dai disagi di copertura, godere di elevati standard qualitativi, raggiungere chi abita in aree densamente rarefatte o chi, in piena quarantena, deve stare a casa e ha diritto di avere una finestra spalancata sulla vita della sua comunità, della sua Nazione. «Proprio in questo periodo è stato registrato un forte incremento del consumo di televisione gratuita e di internet. Crescite entrambe significative che contribuiscono a dare alla distribuzione satellitare, a Tivùsat un ruolo ancora più importante, non certo da gregario nel mix di piattaforme sul mercato dell'audio visivo – chiude Luca Balestrieri –. E proprio l’audio visivo gratuito avrà una funzione fondamentale in questo contesto perché nessuno può né deve rimanere indietro. Digitale terrestre, broadband (online) e satellite devono lavorare in modo sinergico e integrato per garantire non soltanto la gratuità ma anche uno standard tecnico e qualitativo superiori. Questa la sfida. Tivùsat ovviamente c’è, parte integrante di questo gioco di squadra fra piattaforme».
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