Venti milioni entro giugno per i “piccoli” dello spettacolo
di Gabriella Grimaldi
L’annuncio da parte del ministro Dario Franceschini ieri alla Camera Gli aiuti alle realtà che non beneficiano dei contributi statali del Fondo unico
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SASSARI. Una boccata d’ossigeno per il mondo della cultura e dello spettacolo che forse più di ogni altro settore sta patendo, e patirà, i maggiori danni causati dalla pandemia. Ieri il ministro dei Beni e del Turismo Dario Franceschini ha annunciato che 20 milioni saranno assegnati entro giugno a tutte quelle realtà che sono escluse dal Fus (Fondo unico per lo spettacolo). Un universo che rappresenta, soprattutto nelle regioni come la nostra il vero tessuto connettivo dell’offerta culturale nei piccoli e nei grandi centri. «Nessuno verrà dimenticato» ha detto il ministro nel Question Time alla Camera, aggiungendo poi di aver di aver firmato il decreto proprio ieri mattina.
Le risorse provengono dai fondi istituiti con il decreto “Cura Italia”, varato dal Governo lo scorso 17 marzo, che destinano 130 milioni di euro alle emergenze dello spettacolo e del cinema. I contributi saranno erogati entro il 30 giugno 2020. «Questo stanziamento – ha spiegato Franceschini – fornisce una prima risposta alle tantissime piccole realtà che operano nei settori del teatro, della musica, della danza, del circo prive del sostegno statale e pertanto sottoposte a maggiori incertezze. Un mondo fatto di professionisti abituati a vivere del proprio talento che ora conoscono un momento di dura difficoltà e meritano il pieno sostegno delle istituzioni». E questa settimana il ministro firmerà anche «un decreto che utilizza quelle risorse che il Parlamento ha voluto destinare, 13 milioni di euro del diritto d’autore, per i musicisti, gli autori e gli artisti che sono sotto un certo limite di reddito».
Franceschini ha anche ricordato che «l’intero ammontare del Fus, delle risorse delle Fondazioni lirico sinfoniche e del Tax Credit del cinema che normalmente sono erogate in base a parametri da rispettare, verranno erogate integralmente nel 2020 indipendentemente dal rispetto di quei parametri in modo da poter garantire la sopravvivenza a queste strutture che sono chiuse». Nel prossimo decreto saranno proposte anche misure per il libro e il settore dei musei.
«Le date di riapertura dei concerti, dei teatri, del cinema mi piacerebbe poterle dire ma stiamo discutendo con il comitato tecnico-scientifico delle misure che consentano le riaperture dalla data in cui saranno possibili. Oggi non siamo in condizione di dirlo. Dipende dall’andamento epidemiologico. Lo stesso vale per la stagione estiva, per gli stabilimenti balneari». Ha inoltre sottolineato Franceschini. «Per mostre e musei penso, ma devo confrontarmi su questo, possano riaprire prima se sono in grado di garantire tutte le misure di sicurezza, mascherine, distanziamento, evitare le file. Nessuno pensa che l’offerta online si debba sostituire all’offerta dal vivo. In questa fase potrebbe essere una risorsa necessaria perché i teatri possano svolgere i loro spettacoli, offrirli online fino alla riapertura».
Per la situazione drammatica in cui si trova il turismo il ministro non ha voluto annunciare «misure che sono in fase di preparazione perché si crea un’aspettativa che non si è in grado di soddisfare completamente» e ha chiarito che le risposte non le darà con «le interviste, le dichiarazioni e le promesse» ma con «le norme e le risorse». Tante le misure allo studio tra cui un tax credit per il turismo che qualcuno ha chiamato bonus vacanze.
Ma come verranno ripartite le risorse per lo spettacolo? In parti uguali per ciascun beneficiario, è stato chiarito dalla segreteria del ministro, e verranno devolute ai soggetti che presenteranno domanda nel rispetto di quattro requisiti: prevedere nello statuto o nell’atto costitutivo lo svolgimento di attività di spettacolo dal vivo, avere sede legale in Italia, non aver ricevuto nel 2019 contributi dal Fus, aver svolto tra il 1° gennaio 2019 e il 29 febbraio 2020 un minimo di 15 rappresentazioni e aver versato contributi previdenziali per almeno 45 giornate lavorative. Le domande potranno essere presentate nelle modalità e secondo le scadenze che verranno rese note dall’avviso che verrà pubblicato dalla Direzione generale Spettacolo entro cinque giorni dalla data di registrazione del decreto. I contributi saranno erogati entro il 30 giugno 2020.
Le risorse provengono dai fondi istituiti con il decreto “Cura Italia”, varato dal Governo lo scorso 17 marzo, che destinano 130 milioni di euro alle emergenze dello spettacolo e del cinema. I contributi saranno erogati entro il 30 giugno 2020. «Questo stanziamento – ha spiegato Franceschini – fornisce una prima risposta alle tantissime piccole realtà che operano nei settori del teatro, della musica, della danza, del circo prive del sostegno statale e pertanto sottoposte a maggiori incertezze. Un mondo fatto di professionisti abituati a vivere del proprio talento che ora conoscono un momento di dura difficoltà e meritano il pieno sostegno delle istituzioni». E questa settimana il ministro firmerà anche «un decreto che utilizza quelle risorse che il Parlamento ha voluto destinare, 13 milioni di euro del diritto d’autore, per i musicisti, gli autori e gli artisti che sono sotto un certo limite di reddito».
Franceschini ha anche ricordato che «l’intero ammontare del Fus, delle risorse delle Fondazioni lirico sinfoniche e del Tax Credit del cinema che normalmente sono erogate in base a parametri da rispettare, verranno erogate integralmente nel 2020 indipendentemente dal rispetto di quei parametri in modo da poter garantire la sopravvivenza a queste strutture che sono chiuse». Nel prossimo decreto saranno proposte anche misure per il libro e il settore dei musei.
«Le date di riapertura dei concerti, dei teatri, del cinema mi piacerebbe poterle dire ma stiamo discutendo con il comitato tecnico-scientifico delle misure che consentano le riaperture dalla data in cui saranno possibili. Oggi non siamo in condizione di dirlo. Dipende dall’andamento epidemiologico. Lo stesso vale per la stagione estiva, per gli stabilimenti balneari». Ha inoltre sottolineato Franceschini. «Per mostre e musei penso, ma devo confrontarmi su questo, possano riaprire prima se sono in grado di garantire tutte le misure di sicurezza, mascherine, distanziamento, evitare le file. Nessuno pensa che l’offerta online si debba sostituire all’offerta dal vivo. In questa fase potrebbe essere una risorsa necessaria perché i teatri possano svolgere i loro spettacoli, offrirli online fino alla riapertura».
Per la situazione drammatica in cui si trova il turismo il ministro non ha voluto annunciare «misure che sono in fase di preparazione perché si crea un’aspettativa che non si è in grado di soddisfare completamente» e ha chiarito che le risposte non le darà con «le interviste, le dichiarazioni e le promesse» ma con «le norme e le risorse». Tante le misure allo studio tra cui un tax credit per il turismo che qualcuno ha chiamato bonus vacanze.
Ma come verranno ripartite le risorse per lo spettacolo? In parti uguali per ciascun beneficiario, è stato chiarito dalla segreteria del ministro, e verranno devolute ai soggetti che presenteranno domanda nel rispetto di quattro requisiti: prevedere nello statuto o nell’atto costitutivo lo svolgimento di attività di spettacolo dal vivo, avere sede legale in Italia, non aver ricevuto nel 2019 contributi dal Fus, aver svolto tra il 1° gennaio 2019 e il 29 febbraio 2020 un minimo di 15 rappresentazioni e aver versato contributi previdenziali per almeno 45 giornate lavorative. Le domande potranno essere presentate nelle modalità e secondo le scadenze che verranno rese note dall’avviso che verrà pubblicato dalla Direzione generale Spettacolo entro cinque giorni dalla data di registrazione del decreto. I contributi saranno erogati entro il 30 giugno 2020.
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