il decreto conte e il mondo dell’editoria
Fondo per la cultura, editori e librai vedono una luce nel tunnel della crisi
di Mauretta Capuano
ROMA. Non sono stati inascoltati gli appelli degli editori e di tutta la filiera per salvare il mondo del libro precipitato in una crisi nera a causa della pandemia. Il Decreto rilancio approvato...
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ROMA. Non sono stati inascoltati gli appelli degli editori e di tutta la filiera per salvare il mondo del libro precipitato in una crisi nera a causa della pandemia. Il Decreto rilancio approvato dal governo Conte con l'istituzione di un fondo per la cultura di 210 milioni di euro oiace all'Associazione italiana editori e ai librai di Ali. «Siamo soddisfatti che il governo, sostenuto dal concorde appoggio di tutte le forze politiche in Parlamento, abbia raccolto l'appello di editori (AIE), librai (ALI) e bibliotecari (AIB) e abbia istituito un fondo per la cultura da 210 milioni di euro che guarda specificamente al mondo del libro», ha detto il presidente dell'Aie Ricardo Franco Levi. Due i principi che dovrebbero guidare la nuova fase, indicati da Levi: «Da un lato la rapidità con la quale erogare queste risorse a sostegno del mondo del libro, perché siamo in una situazione di assoluta emergenza. Dall'altro, la necessità di guardare in avanti: approfittiamo di questa terribile crisi per costruire il futuro del libro e della lettura in Italia».
Il presidente dell'Aie ha annunciato che, in questa prospettiva, l'Associazione italiana editori «presenterà in tempi strettissimi al ministro dei Beni culturali e per il turismo, Dario Franceschini, una propria proposta».
Saluta con favore l'istituzione di un fondo per la cultura anche il presidente di Ali- Confommercio, Paolo Ambrosini «nel quale siamo certi - dice - che potranno trovare spazio anche le misure da noi proposte». Ma Ambrosini, che ringrazia Franceschini e riconosce tutte le cose positive fatte finora per il mondo del libro, dalla legge per la promozione della lettura al tax credit librerie, al riconoscimento del libro come bene primario, sottolinea che «ora non basta più quello che avremmo chiesto solo tre mesi fa per le nostre imprese». E spiega: «Ora servono contributi a fondo perduto per recuperare le perdite di fatturato accumulate sin qui, sostegno alla domanda estendendo e rafforzando il meccanismo di app 18 e un piano nazionale per il rilancio e l'apertura di librerie» e ha annunciato «nelle prossime settimane presenteremo un progetto di portale delle librerie italiane che ci auguriamo possa trovare oltre al gradimento dei lettori anche il sostegno pubblico». L'emergenza Covid 19 - ha aggiunto - ci ha insegnato che la libreria deve anche essere presente con una sua offerta online, ma non possiamo però continuare ad accettare che una fetta importante del nostro mercato venga di fatto scippato da multinazionali che pagano pochissime tasse in Italia».
Il presidente dell'Aie ha annunciato che, in questa prospettiva, l'Associazione italiana editori «presenterà in tempi strettissimi al ministro dei Beni culturali e per il turismo, Dario Franceschini, una propria proposta».
Saluta con favore l'istituzione di un fondo per la cultura anche il presidente di Ali- Confommercio, Paolo Ambrosini «nel quale siamo certi - dice - che potranno trovare spazio anche le misure da noi proposte». Ma Ambrosini, che ringrazia Franceschini e riconosce tutte le cose positive fatte finora per il mondo del libro, dalla legge per la promozione della lettura al tax credit librerie, al riconoscimento del libro come bene primario, sottolinea che «ora non basta più quello che avremmo chiesto solo tre mesi fa per le nostre imprese». E spiega: «Ora servono contributi a fondo perduto per recuperare le perdite di fatturato accumulate sin qui, sostegno alla domanda estendendo e rafforzando il meccanismo di app 18 e un piano nazionale per il rilancio e l'apertura di librerie» e ha annunciato «nelle prossime settimane presenteremo un progetto di portale delle librerie italiane che ci auguriamo possa trovare oltre al gradimento dei lettori anche il sostegno pubblico». L'emergenza Covid 19 - ha aggiunto - ci ha insegnato che la libreria deve anche essere presente con una sua offerta online, ma non possiamo però continuare ad accettare che una fetta importante del nostro mercato venga di fatto scippato da multinazionali che pagano pochissime tasse in Italia».
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