stasera
L’Eurofestival sostituito da uno show tv C’è Diodato
SASSARI. Per la prima volta in 64 anni l’Eurovision song contest si ferma. Vietati gli assembramenti, confini chiusi, difficili gli spostamenti, la manifestazione musicale più vista al mondo (l’anno...
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SASSARI. Per la prima volta in 64 anni l’Eurovision song contest si ferma. Vietati gli assembramenti, confini chiusi, difficili gli spostamenti, la manifestazione musicale più vista al mondo (l’anno scorso furono 182 milioni gli spettatori per la finale) deve fare i conti con il coronavirus che ha fermato tutto: edizione 2020 cancellata, ma non archiviata. E così prende vita uno show tv che, sotto il segno della musica, vuole unire l’Europa e omaggiare i 41 artisti, in rappresentanza di altrettanti Paesi, che avrebbero dovuto essere in gara.
«Ma l’Eurovision tornerà più forte di prima», avvertono gli organizzatori. Oggi, giorno previsto per la serata finale a Rotterdam con la proclamazione del vincitore, sarà trasmesso in eurovisione “Europe shine a light - Accendiamo la musica”. A rappresentare l’Italia c’è Diodato, con la canzone che ha conquistato Sanremo: “Fai rumore”. «Fai Rumore l’ho scritta partendo dalla mia intimità, un invito ad abbattere i muri dell’incomunicabilità. Pensavo di aver raggiunto il picco emotivo al festival, ma poi la canzone, in questo periodo di pandemia, è stata cantata dai balconi, ha preso ancora più forza e significato, ed è diventato una sorta di inno di liberazione», racconta Diodato.
«Ma l’Eurovision tornerà più forte di prima», avvertono gli organizzatori. Oggi, giorno previsto per la serata finale a Rotterdam con la proclamazione del vincitore, sarà trasmesso in eurovisione “Europe shine a light - Accendiamo la musica”. A rappresentare l’Italia c’è Diodato, con la canzone che ha conquistato Sanremo: “Fai rumore”. «Fai Rumore l’ho scritta partendo dalla mia intimità, un invito ad abbattere i muri dell’incomunicabilità. Pensavo di aver raggiunto il picco emotivo al festival, ma poi la canzone, in questo periodo di pandemia, è stata cantata dai balconi, ha preso ancora più forza e significato, ed è diventato una sorta di inno di liberazione», racconta Diodato.
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