serie tv snowpiercer
La lotta tra ricchi e poveri sul treno post-apocalittico
di Francesco Gallo
ROMA. Immaginate un treno di 1001 vagoni che viaggia in un mondo post-apocalittico che ha portato la Terra ad essere invivibile con una temperatura costante di meno 117 gradi. Dentro questo ghiaccio...
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ROMA. Immaginate un treno di 1001 vagoni che viaggia in un mondo post-apocalittico che ha portato la Terra ad essere invivibile con una temperatura costante di meno 117 gradi. Dentro questo ghiaccio perenne corre, senza mai fermarsi, un treno pieno dei pochi sopravvissuti. Questa l’ambientazione di “Snowpiercer”, la nuova serie originale Netflix tratta dall’omonimo film di Bong Joon-ho, già premio Oscar e Palma d’oro con “Parasite”. Ma dentro “Snowpiercer”, questo il nome del treno in perenne movimento, c’è un intero mondo, piccole galassie vegetali e animali ad uso alimentare, locali notturni, scuole, ristoranti di lusso. Il tutto abitato da circa tremila persone divise spietatamente per classi sociali. Come in un grattacielo orizzontale, nel treno ci sono ben quattro distinte classi, dalla testa fino alla coda. Quattro classi sociali che scandiscono esattamente i modi di vivere, ovvero quello che puoi consumare, dove puoi dormire, cosa puoi mangiare. Protagonisti di questa con un’anima thriller e splatter che sarà disponibile dal 25 maggio su Netflix con un episodio a settimana, il premio Oscar Jennifer Connelly e Daveed Diggs.
Ma come già qualcuno ha notato, perché ci si sente subito a casa seguendo le vicende di questo treno? Semplice: perché sia il materiale della graphic novel originale - creata dagli autori belgi Jacques Lob e Jean Michel Charlier - che l’adattamento cinematografico di Bong Joon-ho del 2013 che hanno preceduto questa serie tv firmata da James Hawes, raccontano qualcosa di profondamente familiare: l’eterna lotta tra ricchi e poveri. Una lotta di classe che anche nelle sue forme più dure e splatter sembra andare davvero di moda in questi problematici nostri tempi.
Ma come già qualcuno ha notato, perché ci si sente subito a casa seguendo le vicende di questo treno? Semplice: perché sia il materiale della graphic novel originale - creata dagli autori belgi Jacques Lob e Jean Michel Charlier - che l’adattamento cinematografico di Bong Joon-ho del 2013 che hanno preceduto questa serie tv firmata da James Hawes, raccontano qualcosa di profondamente familiare: l’eterna lotta tra ricchi e poveri. Una lotta di classe che anche nelle sue forme più dure e splatter sembra andare davvero di moda in questi problematici nostri tempi.
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