Un mix di stili nel primo album del bassista algherese GBass

SASSARI. Risultato di una fusione di generi diversi, dall’hip-hop, all’ambient passando per l’R’n’B, è uscito su tutte le principali piattaforme musicali “Gbeat Vol.1", primo album di Gbass, nome d’a...

SASSARI. Risultato di una fusione di generi diversi, dall’hip-hop, all’ambient passando per l’R’n’B, è uscito su tutte le principali piattaforme musicali “Gbeat Vol.1", primo album di Gbass, nome d’arte del bassista algherese Gianluca Porcu. Si tratta di tredici tracce sperimentali in cui il talento polistrumentista di Gbass si manifesta raccontando il percorso compiuto dall’artista e toccando le corde più intime dell’anima di chi ascolta. La metafora di un percorso di ricerca interiore verso la luce.

I video dei tre singoli, interamente girati nell’isola con la collaborazione del fotografo e videomaker Lorenzo Munzlinger, sono un implicito omaggio alla Sardegna e nascono dall’intento di unire suoni e immagini, creando un connubio tra musica ed elementi della natura.

Dopo un’iniziale introspezione, guidata dalle note del brano “State of Mind”, nel cui video si riconosce in sottofondo la sagoma di Capo Caccia, il cammino dell’artista prosegue con “Soul searching”, la ricerca dell’anima. Questa esplorazione quasi affannosa dell’inconscio, è rappresentata all’interno del video dall’inseguimento apparentemente infinito di un cavo, che solo alla fine condurrà alla luce e quindi alla libertà. È qui che arriva “See the Sun”, il terzo singolo estratto dall’album, in cui la luminosità del mare e le scogliere di Alghero sono protagoniste indiscusse.

“Gbeat Vol.1” è una commistione di acid jazz, neo soul, electronic chillout e sonorità lofi, ottenuto miscelando l’elettronica di pad e sintetizzatori, a strumenti come chitarra, basso, batteria e fiati. Al disco hanno partecipato inoltre musicisti e produttori americani. «Questo album – rivela l’artista – è la chiusura di un ciclo, il riassunto di un percorso, un viaggio dentro di me che parte da lontano. Alcuni brani sono datati prima della mia partenza a Milano e rappresentano il mio vissuto. L’album parla di esperienze personali, di vita, di relazioni. Ciascun brano cerca di raccontare sensazioni legate a un particolare momento del mio trascorso, senza l’uso delle parole. Partendo da ciò, nasce il confronto più profondo con temi universali ed ermetici, da cui ogni ascoltatore ha poi la possibilità di trarre i propri spunti emotivi e di riflessione lasciandosi guidare dai suoni. Gbeat Vol.1 contiene brani prodotti in un lungo arco di tempo, fatto che interpreto come un punto di arrivo, ma anche di ripartenza e rinascita».

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