Cognomi sardi: dal colonnello Alivesi il lascito per realizzare l'ospedale di Ittiri

L'ospedale Alivesi di Ittiri

Confinato al nord dell'isola questo appellativo fu di nobili e cavalieri. L'epicentro però è da ricercare in Corsica

Alivesi attualmente rappresenta un cognome poco frequente e specifico di Sassari dove conta una quindicina di famiglie. Alcune sono presenti anche in Gallura. Una situazione in parte analoga presentano le varianti Livesi e Livesu. La prima, Livesi, è diffusa a macchia di leopardo a Thiesi (3), Alghero (2), Luras (2), Porto Torres (2), Carbonia, Olmedo, Sassari, Serbariu e Sorso. A Perfugas si è estinto di recente. La seconda variante, Livesu, è tipica di Villanova Monteleone (10) con sporadiche presenze nel resto dell’isola (Sarroch 5, Alghero 3, Capoterra 2, Carbonia 2, Portoscuso, Suni, Villa San Pietro).

Sul piano storico questo cognome è documentato dal 1321 a Castelsardo (Axenellus de Levexe de Bonifacio). Nel 1522 è presente a Nulvi (Jorgi de Livesi); nel 1541 a Sassari (Giovanni Alivesi o Livesi); nel 1600 a Ozieri e a Sorso. Nel 1610 è citato negli atti dei Parlamenti del Regno di Sardegna (Parlamento Bayona: 202 c.108: magnific doctor Jaime Alivesi cavaller, assessore nel criminale del Capo di Sassari). Nel 1618 è registrato a Cagliari e nel 1741 ad Alghero (Barbara Alivesi). Il ceppo sassarese è attestato dalla fine del 1400 con Angelo Alivesi che agli inizi del 1500 era collettore delle gabelle sul vino.

La famiglia risulta imparentata con gli Ansaldo, Canopoli, Carpaxolu, Chessa, Dell’Arca, Figo, Fois, Galzerino, Manca, Mane, Panissa, Quesada, Rossi, Sabut, Sanatello, Sarigo, Satta, Sechi, Sicardo, Simon, Tavera e Tolu. Giovanni Alivesi si distinse durante il secondo 1500 per avere scritto due trattati di diritto. Uno dei personaggi più noti di questo casato sassarese fu Giacomo Alivesi, il quale assurse al cavalierato nel 1624 e fu coinvolto nelle fasi più torbide seguite all’assassinio del viceré Camarassa. Giovanni Maria Alivesi fu dichiarato nobile nel 1641. Agli inizi dell’Ottocento anche altri esponenti del casato ebbero il cavalierato e il titolo di nobile. Nel 1866 il colonnello Giovanni Andrea Alivesi, comandante del 64 reggimento prima della III guerra di indipendenza, decise di lasciare per testamento i suoi beni (4.640 franchi) per l’istituzione di un ospedale a Ittiri per curare i poveri. È a questo benefattore, infatti, che è intitolato l’ospedale locale costruito a cavallo tra il 1800 e il 1900.

Il cognome è attestato anche con le varianti Alivesy, D’ Alivesi, De Alivesi, Da Livesi, De Livesi, De Livixe (Trinità d’Agultu 1763). È un cognome a base toponomastica di antica origine corsa. Rispecchia il toponimo Livesi, Alivési che è la forma popolare di Olivese, toponimo ufficiale toscanizzato di un Comune situato nel distretto di Sartene. Dunque il suo significato è propriamente “di Olivese, originario di Olivese”.

Alla base del toponimo Alivesi è il termine corso alìva, oliva (albero e frutto) col quale va il sassarese ariba, ‘oliva’. Alivesi vige tuttora anche in Corsica ad Ajaccio e Molini. Ma è più diffusa la variante Olivési che è presente ad Ajaccio, Bastia, Casalabriva, Conca, Petreto Bicchisano, Mocà-Croce, Moriani e Vescovato con epicentro fra Casalabriva e Ajaccio. Dal medesimo centro di Olivese derivano l’etnico Livisanu, che oggi denomina una frazione di Sollacarò, e Livisani che dà il nome a un rione del Comune di Conca.Quindi tanti i riferimenti alla “cugina” Corsica.

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