“L’agnello” di Piredda vince il festival di Annecy
SASSARI . “L’agnello” di Mario Piredda ha stravinto la 38esima edizione di Annecy Cinéma Italien, il più importante appuntamento internazionale interamente dedicato al cinema italiano, tenutosi quest'...
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI . “L’agnello” di Mario Piredda ha stravinto la 38esima edizione di Annecy Cinéma Italien, il più importante appuntamento internazionale interamente dedicato al cinema italiano, tenutosi quest'anno in una forma “ibrida”, nelle sale del capoluogo dell’Alta Savoia e online in tutta la Francia e in Svizzera grazie alla piattaforma streaming sviluppata in collaborazione con FestivalScope e Shift72. Il film interamente girato in Sardegna ha conquistato sia il Premio del Pubblico sia i premi come Miglior film assegnati dalla giuria ufficiale e dalla giuria giovani. Il premio per la migliore regia è invece andato a Francesca Mazzoleni per “Puntasacra”. «L’Agnello – si legge nella motivazione della giuria ufficiale – ci regala un viaggio nel cuore della Sardegna infuocato e selvaggio come i capelli rossi della brillante attrice Nora Stassi. È anche per noi il film di questo concorso 2020 che meglio combina tutti gli elementi che ci permettono di proiettarsi dall’altra parte dello schermo: personaggi forti e ben incarnati, una trama avvincente sviluppata in modo efficace, un’immagine che riesce creare un’emozione unica portando lo spettatore a seguire passo dopo passo la lotta di Anita».
Per la giuria giovani, «il film di Mario Piredda mostra una performance attoriale incredibile e delle immagini magnifiche della Sardegna. Ci è piaciuta molto la bella amicizia tra Anita e suo padre e la forza dei due personaggi. È un film molto divertente da guardare, con la figura centrale dell’agnello che lascia senza dubbio qualcosa da interpretare allo spettatore. Personalmente pensiamo che l’agnellino rappresenti la speranza, una caratteristica che Anita ha dall’inizio alla fine».
Per la giuria giovani, «il film di Mario Piredda mostra una performance attoriale incredibile e delle immagini magnifiche della Sardegna. Ci è piaciuta molto la bella amicizia tra Anita e suo padre e la forza dei due personaggi. È un film molto divertente da guardare, con la figura centrale dell’agnello che lascia senza dubbio qualcosa da interpretare allo spettatore. Personalmente pensiamo che l’agnellino rappresenti la speranza, una caratteristica che Anita ha dall’inizio alla fine».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
