Architettura, idee per innovare
Nei dieci giorni del festival di Cagliari proposte per cambiare il volto delle città
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CAGLIARI . Si è concluso domenica 27 il Festival dell’Architettura FAC2020 che ha animato per 10 serate Sa Manifattura, promosso dalla Scuola di Architettura dell’Università di Cagliari, che ha vinto un Bando della Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT, e in partnership con vari enti tra i quali la Fondazione di Sardegna, il Comune di Cagliari, Sardegna Ricerche, l’Autorità di Sistema Portuale del mare di Sardegna e Tiscali. Con un numero massimo consentito di presenze contemporanee di 200 persone, nel pieno rispetto di tutti i dispositivi di sanità e sicurezza predisposti dall’organizzazione, si sono registrati prodotto oltre 3000 accessi totali durante le 10 giornate del Festival. Le presenze contemporanee sono state debitamente controllate grazie al sistema di conta in ingresso e in uscita che attraverso il QRcode del biglietto elettronico ha dato la possibilità di verificare in tempo reale l’effettiva capienza onsite. Mentre le visite guidate on the road, tour in luoghi selezionati della città, hanno portato oltre 200 persone a percorrere itinerari attraverso architetture e opere d’arte del ‘900 e ad attraversare i paesaggi orientali della città. Oltre 90 voci hanno presentato visioni, suggestioni, idee e proposte, per andare oltre “i confini del cambiamento”, tema che il Festival ha individuato come centrale e contemporaneo.
Tra le tante che hanno coinvolto e appassionato, va ricordata quella di Giancarlo Mazzanti, architetto colombiano che ha presentato le scuole “aperte e inclusive” realizzate a Medellin e Bogotà; quella di Raul Pantaleo, che ha raccontato la sua esperienza di architetto “di servizio” nella realizzazione di una decina di ospedali per Emergency in Africa e Medio Oriente; quella di Eva Alvarez e Carlos Gomez che hanno introdotto il tema dell’architettura “di genere”, o ancora quella di Alessandro Melis, architetto sardo docente e direttore di Laboratori di ricerca e innovazione architettonica in Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Stati Uniti, e ora Curatore del Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia del 2021.
Tra le tante che hanno coinvolto e appassionato, va ricordata quella di Giancarlo Mazzanti, architetto colombiano che ha presentato le scuole “aperte e inclusive” realizzate a Medellin e Bogotà; quella di Raul Pantaleo, che ha raccontato la sua esperienza di architetto “di servizio” nella realizzazione di una decina di ospedali per Emergency in Africa e Medio Oriente; quella di Eva Alvarez e Carlos Gomez che hanno introdotto il tema dell’architettura “di genere”, o ancora quella di Alessandro Melis, architetto sardo docente e direttore di Laboratori di ricerca e innovazione architettonica in Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Stati Uniti, e ora Curatore del Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia del 2021.
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