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Tra Eleonora e il suo allievo gioco sottile di eros e potere

Tra Eleonora e il suo allievo gioco sottile di eros e potere

Venerdì 9 ottobre arriva in edicola con il nostro giornale il romanzo “Chirù”  di Michela Murgia, secondo volume della collana “Scrittori di Sardegna” 

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Quando Eleonora e Chirú s’incontrano, lui ha diciotto anni e lei venti di piú. Le loro vite sembrano non avere niente in comune. Eppure è con naturalezza che lei diventa la sua guida, e ogni esperienza che condividono – dall’arte alla cucina, dai riti affettivi al gusto estetico – li rende piú complici. Eleonora non è nuova a quell’insolito tipo di istruzione. Nel suo passato ci sono tre allievi, due dei quali hanno ora vite brillanti e grandi successi. Che ne sia stato del terzo, lei non lo racconta volentieri. Eleonora offre a Chirú tutto ciò che ha imparato e che sa, cercando in cambio la meraviglia del suo sguardo nuovo, l’energia di tutte le prime volte. È cosí che salgono a galla anche i ricordi e le scorie della sua vita, dall’infanzia all’ombra di un padre violento fino a un presente che sembra riconciliato e invece è dominato dall’ansia del controllo, proprio e altrui. Chirú, detentore di una giovinezza senza piú innocenza, farà suo ogni insegnamento in modo spietato, regalando a Eleonora una lezione difficile da dimenticare.

Con il romanzo “Chirù” (da venerdì 9 ottobre in edicola con La Nuova come secondo volume della collana “Scrittori di Sardegna”, in vendita a 7.50 euro oltre il prezzo del quotidiano) Michela Murgia racconta la tensione alla manipolazione che si nasconde anche nel piú puro dei sentimenti. Negli occhi di Eleonora e Chirú è scritta la distanza fra quello che sentiamo di essere e ciò che pensiamo di dovere al mondo: l’amore è la piú deformante delle energie.

A proposito di “Chirù” il critico Alessandro Marongiu ha scritto: «Un piacere imbattersi in un romanzo che non ha fretta di arrivare, di far accadere a tutti i costi e subito, e in cui allo studio di carattere sono concessi i tempi lunghi di cui ha bisogno. Il personaggio principale, Eleonora, per la sua complessità, del resto lo richiede. È un tipo particolarmente detestabile, come sa esserlo solo chi ritiene di poter insegnare a vivere a qualcun altro, specie se agli effetti non ha poi i requisiti per permetterselo; nonostante le pretese, dalla sua difficile infanzia ha forse saputo meno cose sul mondo di quanto creda: le sfumature ad esempio sembrano non rientrare, se non superficialmente, nel suo bagaglio. Alla fine, che della vita non si può decifrare ogni aspetto come si farebbe con i simboli di un cartello stradale, Eleonora lo imparerà sulla propria pelle».

«Un libro “Chirù – nel giudizio critico di Laura Fortini – complesso e ambizioso, che conferma Murgia scrittrice capace di indagare pieghe oscure dell’umano vivere, di che cosa significhino successo, merito, opportunità, in realtà lessico di un potere che si consegue attraverso manipolazione, ambizione senza limiti, astuzia e opportunismo, consegnati però interamente alla figura dell’allievo, mai a quella della maestra, apparentemente ignara di quei maneggi che sa però così ben praticare per l’affermazione di sé. La stessa scelta di una donna protagonista di un rapporto così al limite certo non è banale, ma forse sottintende che anche le donne, quando esercitano potere, lo fanno nelle forme note del potere patriarcale? Si tratta di qualcosa già molto indagato dal pensiero femminista e Murgia ne fa figura narrativa risolta infine nella maternità biologica della protagonista, il che rischia di aumentare il disordine, pur non sottraendo nulla al fascino ambiguo del libro, là dove si accosta il potere creativo della madre al poter essere del rapporto magistrale. Quel posso e voglio mozartiano che corre lungo la narrazione non è la stessa cosa del desiderio, e intrecciare il potere all’eros apre alla declinazione sesso e potere: questione ancora al centro di tutte le stagioni politiche, anche la presente».



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