Sassari, giorni da sopravvissuti nelle celle di San Sebastiano
di Fabio Canessa
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Foto Giulia CambaAl via nell’ex carcere di Sassari le riprese del film di Leonardo Di Costanzo. Nel cast Toni Servillo e Silvio Orlando. Direttore della fotografia Luca Bigazzi
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In un carcere in dismissione alcuni agenti e pochi detenuti, gli ultimi rimasti, aspettano di essere trasferiti. A poco a poco, le regole, scritte e non, sembrano avere sempre meno senso, e quella degli uomini in attesa diventa una nuova, fragile, comunità. Questa la sinossi del nuovo lungometraggio di Leonardo Di Costanzo, ancora senza un titolo ufficiale, che ha iniziato a girare due giorni fa nell’ex carcere San Sebastiano di Sassari. Nei ruoli principali, per la prima volta insieme, due interpreti pluripremiati simbolo del cinema italiano negli ultimi trent’anni: Silvio Orlando e Toni Servillo. Attorno a loro altri attori affermati come Fabrizio Ferracane, vincitore del Nastro d’argento come non protagonista per “Il traditore” di Marco Bellocchio, e Salvatore Striano che attraverso la recitazione ha riscattato un passato difficile e il carcere lavorando anche al cinema in grandi film tra i quali da protagonista “Cesare deve morire” dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani. A completare il cast, come fanno sapere dalla produzione, volti nuovi scoperti dal regista e formati in mesi di prove e laboratori. Nomi importanti si ritrovano poi nei ruoli chiave che affiancano il regista dietro la macchina da presa. A cominciare da Luca Bigazzi, collaboratore abituale di Paolo Sorrentino e collezionista di riconoscimenti, come direttore della fotografia. Per il lavoro di scenografia è stato invece scelto Luca Servino, per i costumi Florence Emir, per il suono Xavier Lavorel, per il montaggio Carlotta Cristiani. Sul loro supporto può contare Leonardo Di Costanzo, regista campano che arriva così al suo terzo film a soggetto (ma ha anche un passato da documentarista che si nota nei lavori di finzione) dopo i lungometraggi “L’intervallo”, presentato a Venezia nel 2012 nella sezione Orizzonti e grazie al quale ha vinto il David di Donatello come miglior regista esordiente, e “L’intrusa”, passato alla Quinzaine des Réalizateurs del festival di Cannes 2017 e vincitore poi del Globo d’Oro assegnato dall’associazione stampa estera in Italia. «Cominciare un film di questi tempi è anche un piccolo gesto, sentiamo tutti il bisogno di andare avanti per mostrare e mostrarci che si può fare» ha dichiarato Carlo Cresto-Dina che con la sua Tempesta Film produce il lungometraggio insieme a Rai Cinema in coproduzione con Amka Film Productions, Rsi Radiotelevisione Svizzera / Srg Ssr, con il sostegno del Mibact Dg cinema, dell’Ufficio federale della cultura, di Eurimages e il supporto della Sardegna Film Commission. Un lungometraggio che sarà distribuito in Italia e all’estero da Vision Distribution. Sempre a Sassari sono iniziate in contemporanea le riprese di un altro film, opera prima del sassarese Paolo Pisanu: “Un padre”, basato su una sceneggiatura scritta dallo stesso regista insieme allo scrittore Gianni Tetti che nel 2018 ha vinto il Premio Solinas con il titolo “Tutti i cani muoiono soli”. Nel cast Orlando Angius, Francesca Cavazzuti e Alessandro Gazale. Fotografia della colombiana Sara Arango Ochoa che con Paolo Pisanu ha fondato la casa di produzione video Burnout Films. Prosegue così con Pisanu la tradizione che vede registi sassaresi girare lungometraggi nella propria città. Da Antonello Grimaldi con “Un delitto impossibile” ai film di Bonifacio Angius.
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