Luoghi del cuore Fai, Tempio in testa

La vecchia stazione ferroviaria del centro gallurese il sito più votato in Sardegna 

TEMPIO. Sono i quattro posti più votati in Sardegna a pochi giorni dalla conclusione della decima edizione dei “Luoghi del cuore”, il censimento nazionale promosso dal Fai - Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Fino al 15 dicembre sarà possibile votare i luoghi più amati e contribuire così a tutelarli, farli conoscere o salvarli da degrado e abbandono. Al comando nell'isola – e nella top 30 a livello nazionale – c’è la vecchia stazione ferroviaria di Tempio. Lo scalo è lungo la linea a scartamento ridotto che un tempo collegava la cittadina della Gallura con Sassari e con Palau, oggi soltanto con Palau.

L’edificio, costruito tra il 1929 e il 1931, conserva la struttura e gli arredi originari, così come le antiche officine che sorgono accanto, un tempo adibite alla manutenzione dei treni e trasformate oggi in Museo dell'antica officina ferroviaria. La parte più suggestiva dell’edificio è la sala d’aspetto, decorata da alle opere di Giuseppe Biasi, uno dei maggiori esponenti della pittura sarda del Novecento. Il comitato “Amici della Stazione” raccoglie i voti per chiedere interventi di recupero sull’edificio, il restauro delle tele e la valorizzazione della stazione e della ferrovia storica percorsa dal Trenino verde.

Al secondo posto la torre di Marceddì, costruita intorno al 1480 durante la dominazione spagnola per proteggere la costa dalle continue invasioni saracene. Terza la villa-cupola delle vacanze del regista Michelangelo Antonioni e della compagna Monica Vitti, progettata dall'architetto Dante Bini. Quarto il parco Molentargius-Saline.

“Luoghi del cuore”, il più importante progetto italiano di sensibilizzazione sul valore del nostro patrimonio culturale, permette ai cittadini di segnalare al Fai, attraverso un censimento, i luoghi da non dimenticare. Dopo il censimento il Fai seleziona e sostiene i progetti promossi dai territori a favore dei luoghi che hanno raggiunto una soglia minima di voti.

«È come se infinite piccole fiammelle venissero accese nelle città, nei paesi aggrappati alle pendici delle colline, lungo le frastagliate coste, attraverso le pianure, in mezzo agli alberi dei boschi, lungo i fiumi… sono quei luoghi che gli uomini hanno amato, vissuto, intravisto, sognato, con nostalgia ricordato». Così Giulia Maria Crespi, storica presidente del Fai morta a luglio di quest’anno, definiva i “Luoghi del cuore”.



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