Mara Tanchis, una voce contro la violenza
di Alessandro Pirina
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Mara Tanchis con le altre cantanti del trio Appassionante: Giorgia Villa e Stefania FrancabandieraLa cantante di Bolotana nel trio femminile Appassionante, “Ora vedo ora sento ora parlo”, brano in difesa delle donne
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SASSARI. Un inno per le donne. Contro la violenza di cui ancora oggi sono bersaglio. Una canzone che vuole essere un invito alla ribellione, alla denuncia, alla presa di coscienza contro una piaga che miete ogni giorno nuove vittime. “Ora vedo ora sento ora parlo” è il brano che vede in tandem il trio al femminile di cantanti liriche, le Appassionante, insieme al celebre violinista armeno-libanese Ara Malikian. Un manifesto contro ogni forma di violenza sulle donne e non solo, da cui ha preso il via la campagna di sensibilizzazione internazionale #OraVedoOraSentoOraParlo, ideata da Shirley Estigarribia e promossa da Overlook Italia. La canzone e il video sono usciti il 25 novembre, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Migliaia di visualizzazioni in pochi giorni.
«Il nostro intento è quello di sensibilizzare, risvegliare le coscienze – spiega Mara Tanchis, cantante di Bolotana, una delle tre componenti delle Appassionante –. Il brano è stato scritto da Mauro Borzellino proprio come inno contro la violenza sulle donne. È una canzone di grande impatto emozionale, grazie alla partecipazione di un violinista di fama eccezionale come Ara Malikian. I suoi assoli sono la metafora di un campo di dolore. E, grazie a questo tremolio dominante e alla forza delle nostre voci, canto, melodia e ritmo si incrociano in una esecuzione ostinata. Come la nostra ostinazione a combattere la violenza. Non ci piace chiamarla lotta ma denuncia – sottolinea Tanchis –. Bisogna ripudiare qualsiasi tipo di violenza. Vogliamo rompere il silenzio e lo facciamo tramite la musica che è un linguaggio universale. Il video è stato girato a Roma in piazza di Spagna, ma da quella piazza il nostro messaggio vuole arrivare ovunque».
Un po’ come è stata la storia di Mara Tanchis, che partita da Bolotana è riuscita ad arrivare sui palcoscenici di tutto il mondo. «Io sono legatissima al mio paese, alla mia terra, dove ci sono mia madre, mia sorella e tantissimi parenti. Le radici della mia carriera sono lì, perché fin dall’infanzia ho coltivato questo sogno. Il mio bagaglio è stato influenzato dai canti della tradizione delle feste patronali e dai canti sacri del coro della chiesa di cui facevo parte. Questo ha forgiato la mia infanzia. Poi a 11 anni ho avuto un grande vuoto nella mia vita, è venuto a mancare mio padre, e da quel momento mi sono dedicata in modo maniacale all’ascolto della musica. La vita ti dà tanti dolori ma anche grosse sorprese. E il dono della voce è stata per me è una grossa sorpresa. Ho iniziato a cantare per imitazione, ascoltando Maria Callas, Whitney Houston, Maria Carta. E all’età di 18 anni avevo già deciso che avrei fatto la cantante». A quel punto Mara lascia Bolotana e va a Milano. «Per mia madre è stata dura, ma mi ha supportato tanto». A 20 anni l’incontro con Mauro Borzellino, tutt’ora il suo manager. «Un incontro fortunatissimo. Mauro ha capito l’essenza della mia voce. Io non volevo rinunciare a questa duttilità vocale, alla mia passione per il pop da un lato e per la lirica dall’altro. Nel 2002 sono stata inserita in questo trio femminile dove ho incontrato le mie compagne di viaggio, Stefania Francabandiera e Giorgia Villa, due cantanti con le mie stesse passioni. E così si è avverato il sogno. Quello tra noi quattro è un vero matrimonio. Mauro ha sposato tre donne». Da allora sono passati 18 anni, le Appassionante hanno calcato centinaia di palcoscenici. Dall’Europa agli Usa, da Singapore al Sudafrica. E anche in tv al fianco di Chiambretti.
«Il nostro intento è quello di sensibilizzare, risvegliare le coscienze – spiega Mara Tanchis, cantante di Bolotana, una delle tre componenti delle Appassionante –. Il brano è stato scritto da Mauro Borzellino proprio come inno contro la violenza sulle donne. È una canzone di grande impatto emozionale, grazie alla partecipazione di un violinista di fama eccezionale come Ara Malikian. I suoi assoli sono la metafora di un campo di dolore. E, grazie a questo tremolio dominante e alla forza delle nostre voci, canto, melodia e ritmo si incrociano in una esecuzione ostinata. Come la nostra ostinazione a combattere la violenza. Non ci piace chiamarla lotta ma denuncia – sottolinea Tanchis –. Bisogna ripudiare qualsiasi tipo di violenza. Vogliamo rompere il silenzio e lo facciamo tramite la musica che è un linguaggio universale. Il video è stato girato a Roma in piazza di Spagna, ma da quella piazza il nostro messaggio vuole arrivare ovunque».
Un po’ come è stata la storia di Mara Tanchis, che partita da Bolotana è riuscita ad arrivare sui palcoscenici di tutto il mondo. «Io sono legatissima al mio paese, alla mia terra, dove ci sono mia madre, mia sorella e tantissimi parenti. Le radici della mia carriera sono lì, perché fin dall’infanzia ho coltivato questo sogno. Il mio bagaglio è stato influenzato dai canti della tradizione delle feste patronali e dai canti sacri del coro della chiesa di cui facevo parte. Questo ha forgiato la mia infanzia. Poi a 11 anni ho avuto un grande vuoto nella mia vita, è venuto a mancare mio padre, e da quel momento mi sono dedicata in modo maniacale all’ascolto della musica. La vita ti dà tanti dolori ma anche grosse sorprese. E il dono della voce è stata per me è una grossa sorpresa. Ho iniziato a cantare per imitazione, ascoltando Maria Callas, Whitney Houston, Maria Carta. E all’età di 18 anni avevo già deciso che avrei fatto la cantante». A quel punto Mara lascia Bolotana e va a Milano. «Per mia madre è stata dura, ma mi ha supportato tanto». A 20 anni l’incontro con Mauro Borzellino, tutt’ora il suo manager. «Un incontro fortunatissimo. Mauro ha capito l’essenza della mia voce. Io non volevo rinunciare a questa duttilità vocale, alla mia passione per il pop da un lato e per la lirica dall’altro. Nel 2002 sono stata inserita in questo trio femminile dove ho incontrato le mie compagne di viaggio, Stefania Francabandiera e Giorgia Villa, due cantanti con le mie stesse passioni. E così si è avverato il sogno. Quello tra noi quattro è un vero matrimonio. Mauro ha sposato tre donne». Da allora sono passati 18 anni, le Appassionante hanno calcato centinaia di palcoscenici. Dall’Europa agli Usa, da Singapore al Sudafrica. E anche in tv al fianco di Chiambretti.
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