I 10 anni della Machete: l'’assalto della crew al cielo mainstream
Dicembre 2010: alcuni ragazzi di Olbia fondano un collettivo. Sono Salmo, Hell Raton, En?gma e dj Slait: l’avventura inizia
OLBIA. «Hai mai sentito parlare del crew Ma-Ma-Machete?», la domanda si ripete nel ritornello di “King’s supreme”, brano iconico di quel gruppo di olbiesi che si affacciava nel mondo dei grandi. Le intenzioni erano già chiare: sulle strofe Salmo, Hell Raton (che era ancora El Raton) e En?gma si confrontavano con volti affermati ed emergenti. Bassi Maestro, Gemitaiz, Ensi, Rocco Hunt. La Machete cominciava realmente a prendere parte al gioco del rap.
Oggi la canzone è di quelle che si mettono alle feste (mettevano, sigh!) perché cult, per rievocare anni passati. Otto da “King’s supreme”. Ma sono dieci tondi dalla nascita del collettivo. Un compleanno festeggiato ufficialmente lo scorso 5 dicembre, stesso giorno in cui nel 2010 il marchio “Machete crew” prendeva vita. Il logo con teschio ed elmetto si è prima innalzato a padrone indiscusso della scena underground, poi quando è sbarcato nel mainstream ha iniziato a collezionare certificazioni, riconoscimenti, stream e numeri record. È il fenomeno più grande della musica italiana dell’ultima decade.
Rapper, producer, dj, grafici, illustratori, videomaker, autori e creativi. La crew, fondata dagli olbiesi Salmo, Hell Raton, En?gma e dj Slait, sin dalle prime battute non si pone sulla scena solo come collettivo di musica. Guarda con attenzione alle arti visive e grafiche, attraverso cui crea e modifica nel tempo la sua immagine. Ma andando per ordine: nel 2010 è nella canzone “Machete flow” che compare per la prima volta un chiaro riferimento. A dicembre nasce la crew. Un anno dopo esce “The island chainsaw massacre”, primo album di Salmo, il nome di punta dell’intero collettivo.
E di fatto, l’evoluzione musicale di quest’ultimo segue di pari passo quella di Machete. O il contrario. Il 2012 è l’anno della svolta: esce il primo episodio della saga “Machete mixtape”. Viene fondata l’etichetta “Machete empire records” e il collettivo si stabilisce a Milano. Intanto tutte le produzioni diventano riconoscibili grazie alle tecniche e alla qualità dei videoclip delle canzoni, quasi cinematografici. Sono opere nelle opere. Nel 2014 la pubblicazione del terzo volume del mixtape, che coinvolge numerosi rapper italiani e afferma definitivamente gli artisti isolani nella scena. L’anno successivo alcune uscite individuali, su tutte il grande successo di critica e vendite di “Hellvisback” di Salmo.
Nel 2016 la separazione che fa tanto parlare. Uno dei membri fondatori, En?gma, lascia la Machete per intraprendere un percorso indipendente. L’anno dopo nasce l’etichetta sorella di Machete, 333 Mob. Il disco di Salmo “Playlist”, uscito a fine 2018, segna un cambiamento di sonorità destinato a coinvolgere tutti gli artisti Machete. Nell’ultimo biennio il gruppo - di cui fanno parte altri olbiesi doc come il regista Andrea Folino (che ha lavorato anche con i Negrita, Baby K e Coez) e il chitarrista Marco Azara (nel 2020 sul palco di Sanremo con Anastasio) - allarga il raggio sulla produzione di talenti emergenti con l’agenzia Me Next, e sul mondo dello streaming e dei videogiochi col progetto Machete gaming.
«Quando abbiamo iniziato non potevamo immaginare che Machete avrebbe segnato una generazione intera», così Slait ha celebrato i 10 anni su Instagram. «Abbiamo scritto un capitolo nella storia del rap italiano», fiero Salmo. Tra progetti personali e di gruppo, la lista di riconoscimenti è infinita. Il fattore in comune è la visionarietà del gruppo di artisti olbiesi. Capaci di fondere novità d’oltreoceano nel contesto italiano, la Machete si è mossa modellando più volte la sua forma – le prime produzioni ammiccavano alla dubstep che tanto andava di moda, ora dominano i suoni trap. E una serie di nomi portati al grande pubblico.
Tha Supreme il più grande, capace di superare chiunque nei numeri (record recente: è l’artista italiano più ascoltato del 2020) e destinato a guidare la nuova generazione musicale italiana). Parallelamente, oltre alla musica è cresciuto l’interesse per le piattaforme di livestreaming con eventi online – ben prima della pandemia – e per il gaming, anche lì con talenti scelti e assoldati nella squadra Machete. Infine, l’ultimo tassello del progetto espansionistico è la partecipazione di Hell Raton a X-factor. Da semisconosciuto direttore artistico della crew alla poltrona di giudice dello show televisivo, per entrare in un mercato ancora più pop.
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