San Patrignano in polemica con Netflix
«Docu-serie falsa e di parte sulla storia della comunità»
BOLOGNA. «La comunità San Patrignano si dissocia completamente dalla docu-serie messa in onda da Netflix». Così la comunità commenta “SanPa: Luci e Tenebre di San Patrignano” docu-serie originale...
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BOLOGNA. «La comunità San Patrignano si dissocia completamente dalla docu-serie messa in onda da Netflix». Così la comunità commenta “SanPa: Luci e Tenebre di San Patrignano” docu-serie originale italiana Netflix da pochi giorni disponibile, definita versione «unilaterale».
«Il racconto che emerge – spiega una nota – è sommario e parziale, con una narrazione che si focalizza in prevalenza sulle testimonianze di detrattori, per di più, qualcuno con trascorsi di tipo giudiziario in cause civili e penali concluse con sentenze favorevoli alla Comunità stessa, senza che venga evidenziata allo spettatore la natura di codeste fonti. Per trasparenza e correttezza – spiega la Comunità di San Patrignano – abbiamo ospitato per diversi giorni la regista della serie la quale è stata libera di parlare con chiunque all’interno della comunità, e abbiamo inoltre fornito l’elenco di un ampio ventaglio di persone che hanno vissuto e o tuttora vivono a San Patrignano e della quale conoscono bene storia passata e presente, in modo da poterle dare gli strumenti necessari per una ricostruzione oggettiva e informata. Tale elenco è stato totalmente disatteso, ad eccezione del nostro responsabile terapeutico Antonio Boschini, preferendo lasciare spazio ad un resoconto unilaterale che paia voler soddisfare la forzata dimostrazione di tesi preconcette. Avevamo espresso fin dall’inizio la preoccupazione per gli effetti che un prodotto televisivo di ricostruzione delle vicende se non ricostruite e presentate in maniera equilibrata, poteva avere sulla odierna realtà di San Patrignano, con i suoi oltre mille ospiti. Purtroppo, ci troviamo a constatare che i timori erano assolutamente fondati».
La comunità si dice inoltre preoccupata «per gli effetti negativi e destabilizzanti che potrebbero ricadere sull’oneroso lavoro di recupero, reinserimento e prevenzione» sui quali è impegnata gratuitamente.
«Il racconto che emerge – spiega una nota – è sommario e parziale, con una narrazione che si focalizza in prevalenza sulle testimonianze di detrattori, per di più, qualcuno con trascorsi di tipo giudiziario in cause civili e penali concluse con sentenze favorevoli alla Comunità stessa, senza che venga evidenziata allo spettatore la natura di codeste fonti. Per trasparenza e correttezza – spiega la Comunità di San Patrignano – abbiamo ospitato per diversi giorni la regista della serie la quale è stata libera di parlare con chiunque all’interno della comunità, e abbiamo inoltre fornito l’elenco di un ampio ventaglio di persone che hanno vissuto e o tuttora vivono a San Patrignano e della quale conoscono bene storia passata e presente, in modo da poterle dare gli strumenti necessari per una ricostruzione oggettiva e informata. Tale elenco è stato totalmente disatteso, ad eccezione del nostro responsabile terapeutico Antonio Boschini, preferendo lasciare spazio ad un resoconto unilaterale che paia voler soddisfare la forzata dimostrazione di tesi preconcette. Avevamo espresso fin dall’inizio la preoccupazione per gli effetti che un prodotto televisivo di ricostruzione delle vicende se non ricostruite e presentate in maniera equilibrata, poteva avere sulla odierna realtà di San Patrignano, con i suoi oltre mille ospiti. Purtroppo, ci troviamo a constatare che i timori erano assolutamente fondati».
La comunità si dice inoltre preoccupata «per gli effetti negativi e destabilizzanti che potrebbero ricadere sull’oneroso lavoro di recupero, reinserimento e prevenzione» sui quali è impegnata gratuitamente.
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